
Il tema della violenza sulle donne è una piaga che dilaga ancora oggi e che, purtroppo, non accenna a diminuire. Pare che il forzato isolamento nelle mura domestiche abbia causato un numero ancora maggiore di episodi di maltrattamenti verso le donne. Non si riesce ad arginare un fiume che origina da mille problematiche e travolge vittime sempre più indifese e stupite. Con la lirica di forte intensità scritta da Maria Rosaria Vetrugno, non posso che condividere e sottolineare questa realtà e, senza stereotipi o pietismi, vorrei soprattutto rimarcare la forza delle donne, il coraggio di affrontare e, quando necessario, ribellarsi ai soprusi e alle coartazioni, denunciando con vigore, anche a costo di umilianti tentativi di difesa da parte di maschilisti esagitati, ogni oltraggio subito. La forza di sopravvivere e di essere resistenti è insita nella natura femminile e nessuna schiavitù potrà mai tarpare le ali alla grande conquista della libertà. [Maria Rosaria Teni]
Eccomi, mi presento:
una donna sono, senza nome,
piaghe alle mani,
segni di catene,
lunga la schiavitù sempre neonata,
passi contati,
parole bisbigliate,
da sempre causa delle mie sventure,
perché son bella,
oppur bella non sono…
e fa lo stesso…
il premio è la violenza,
più atroce a ribellarsi la risposta,
addosso me la sento,
sulle mani.
Cado e mi alzo,
miracolo diventa,
vive l’umanità sul mio destino,
destino mio di donna senza nome
amante e madre,
Eva come Maria,
pur senza nome,
donna,
tutto io sono e niente…
sempre e comunque…
donna.
Maria Rosaria Vetrugno

