
Nel momento in cui ha preso corpo l’idea di una rubrica dedicata all’universo femminile, ho adottato un proposito, specificando che non c’è solo l’8 marzo, ma che ogni giorno è quello giusto per parlare di donne. E cercheremo di raccontare e parlare delle donne durante tutto il mese di marzo, che vedrà l’arrivo della primavera, stagione di speranza e apertura alla vita, stagione al femminile anche nel genere del sostantivo e nella freschezza di profumi e fioriture. Continuerà, dunque, il nostro viaggio e non sarà una celebrazione, ma una testimonianza, costante e quanto mai obiettiva, di ruoli e immagini che coinvolgono non solo le donne, ma anche le molteplici sfere sociali di riferimento. Continua a essere presente la scrittura, nelle varie forme proposte dai nostri lettori che, ancora una volta ringrazio per la presente e preziosa partecipazione.
La poesia che propongo, all’indomani dell’Otto marzo, è scritta da una poetessa sensibile e raffinata, Maria Rosaria Perrone, che ascolta e dà valore alle parole delle donne, adottando versi di profonda e pregnante liricità, con suggestioni di vibrante realismo. [Maria Rosaria Teni]
Le parole delle Donne
zampillano dall’anima,
discrete viaggiano
verso i cuori che amano.
Vibrano d’affetto,
accarezzano l’innocenza
e la maturità,
sono inclini a lenire
il dolore delle ferite,
perché le Donne conoscono
lo strazio, le pene cosparse
del sale della violenza,
dell’arroganza e dell’indifferenza.
Le parole delle Donne
sul foglio bianco,
come una tela priva
di colore, sono germogli
di bellezza, dove le sillabe
intonano canti d’amore.
Maria Rosaria Perrone

