IN PROSA E IN POESIA : “Qualia” e “Lode dell’incomunicabilità” – a cura di Lorenzo Fiore

In prosa e in PoesiaPrende il via la nuova rubrica “In Prosa e in Poesia” che rappresenta un viaggio tra prosa e poesia, dove saranno proposti diversi stili poetici e narrativi con l’intento di mettere in luce risultati attuali, prospettive e domande connesse.
Inauguriamo la rubrica con la  pubblicazione del Prof. Fiore, strutturata seguendo questo criterio:
inserimento di una o due poesie, seguito da una trattazione in prosa sui temi trattati, considerando soprattutto la possibilità di proporre riferimenti con funzione di commento ed esplicitazione delle poesie proposte.

                             Qualia

            Quel ch’è a me verde forse per te è rosa,

            o magari non vedi alcun colore;

            e lodi forse ma senza fervore

            una fragranza per me deliziosa.

 

            Ahimè, la divisione m’è gravosa

            dai più intimi moti del tuo cuore;

            qualia li chiama il freddo scrutatore

            di questa reclusione misteriosa.

            Ma la barriera, che pur dà sgomento,

            non è granito, e può un lieve sorriso,

            un dolce sguardo, per breve momento

 

            il varco aprir di un mondo condiviso.

            Fugace, magico disvelamento,

            effimera illusion di paradiso.

 

            Lode dell’incomunicabilità

             Dall’amalgama oscura della mente

            quel che il censore interno mi consente

            converto alla bel meglio nel linguaggio;

            aggiungo e tolgo secondo vantaggio,   

 

            ed a te porgo ciò ch’è conseguente.

            Tu fai altrettanto, ma con differente

            lingua, censore, amalgama e vantaggio:

            da qui l’incomprension che ci fa oltraggio.

 

            Ma il rammarico nostro è forse a torto,

            ché toglierebbe un vedere men corto    

            lo spazio che il disio e la fantasia

 

            colmano d’illusione e di poesia,

            per cui nasce il miraggio ammaliatore

            che sostiene e alimenta il nostro amore.

Sonetti tratti da L.Fiore, Conti aperti con il Mondo, YCP, 2020

Sarà capitato a molti di chiedersi come sarebbero i rapporti sociali e affettivi se si potessero leggere i pensieri degli altri. La vita, forse, sarebbe più semplice, privata di sotterfugi e falsità, adulazioni e dissimulazioni.

Ci dobbiamo invece confrontare con un armamentario quanto mai vario di inganni linguistici, ormai collaudato e messo a punto in millenni (già nell’antichità l’astuzia e l’inganno erano molto apprezzati, come testimoniano gli esempi di Ulisse e Giacobbe; ed anche in tempi molto recenti la capacità di simulare è stata proposta come indice di intelligenza).

Può forse consolarci il fatto che il leggere i pensieri altrui si rivelerebbe comunque un’impresa assai ardua. I pensieri sono il frutto di un mondo non conscio così complesso che spesso non riusciamo neppure a leggere ed interpretare correttamente i nostri; meno che mai quelli che nascono da altri sistemi psichici, conformati in modi diversi.

Si aggiunga, ad ulteriore consolazione, la considerazione che, se attraverso la storia evolutiva della specie umana si è creata questa particolare condizione, ci saranno state certo buone ragioni.

Oggi l’abilità nel decifrare la mente altrui è comunque sotto attenzione; si parla di Teoria della Mente per indicare la capacità di attribuire agli altri stati mentali definiti, non sempre simili ai propri. Si riconosce come proprietà prettamente umana, ma si attribuisce anche agli scimpanzé.

Una componente assai significativa nel campo dei rapporti interindividuali è rappresentata dalla cosiddetta comunicazione non verbale; di questo abbiamo da tempo piena coscienza, ed il settore richiama ormai un diffuso interesse e innumerevoli ricerche.

Nel termine si possono includere tutte quelle modulazioni del rapporto parlato che, attraverso accentuazioni, soste, cambiamenti di tono e simili, convogliano atteggiamenti e stati d’animo; di cui l’importanza è testimoniata oggi dall’uso diffuso degli emoticons nei messaggi social.

Ma un elemento forse ancor più determinante è costituito dall’emissione di segnali corporei, spesso incontrollati e di grande effetto, come la dilatazione della pupilla, la produzione di sudore, la postura davanti ad un interlocutore, la mimica in generale. Negli animali questa è la forma pressoché esclusiva di comunicazione.

I segnali corporei si sono formati attraverso l’evoluzione, secondo vie e meccanismi non ovvi, e sono molto studiati dai ricercatori sul comportamento animale e umano. Sono in genere veritieri, o, come si dice, onesti; permettono quindi di aprire uno spiraglio illuminante nella fortezza ben difesa della psiche altrui.

Come tutti i fenomeni sociali, i segnali non verbali hanno un determinismo evolutivo complesso e affascinante, chiarito per ora soltanto in parte dalle numerose ricerche. Si pensi solo al fatto che un sistema comunicativo di questo genere richiede per affermarsi che si evolvano contemporaneamente la capacità di emettere e quella di ricevere correttamente un segnale. Non stupisce quindi che i risultati degli studi siano spesso inattesi e sorprendenti, come quando si è raggiunta una spiegazione razionale per l’esistenza e l’affermazione di segnali “altruistici” che danneggiano o mettono in pericolo chi li emette; oppure, di segnali “ostentativi” a prima vista inutili e costosi, come le piume degli uccelli del paradiso o la ruota del pavone. Esiti apparentemente paradossali e controintuitivi, che proprio per questo forse, come sostengono i fisici al riguardo del loro campo di studio, testimoniano di una raggiunta maturità scientifica del settore disciplinare.

Tutto questo crea un equilibrio difficile e complesso fra intuizione e inganno, che costituisce quel particolare sapore della vita con cui, piaccia o meno, dobbiamo convivere.

Non è possibile approfondire ora questi aspetti. Autori da segnalare per gli interessati possono essere, fra tanti altri, J. Maynard Smith, W.D. Hamilton, R. Dawkins, J.R. Krebs e N.B. Davies.

Anche il problema dei qualia si pone all’interno del campo della comunicazione. Riguarda quegli elementi della nostra esperienza soggettiva che non sapremmo descrivere a parole ad un interlocutore, e di cui a nostra volta non potremmo farci un’idea dalla descrizione da lui fornita, se non postulando arbitrariamente un’omogeneità delle nostre esperienze interne. La cosa è più evidente nel campo sensoriale, e verso questo si è rivolta prevalentemente l’attenzione degli studiosi.

Per spiegare con un esempio, la misura strumentale della lunghezza d’onda di uno spot luminoso proiettato su uno schermo darebbre a tutti lo stesso risultato – poniamo 650 nm – e tutti lo definirebbero con la parola “rosso”; tuttavia nessuno avrebbe modo di escludere una qualità diversa dalla sua per l’esperienza interna del suo vicino, corrispondente magari a quella che, provandola, lui definirebbe come colore verde.

Il termine qualia (neutro plurale latino da quale) indica questa natura qualitativa che, singolarmente, mentre è per l’individuo la più immediata, è contemporaneamente la più difficile, o impossibile, da comunicare agli altri.

Se potessimo ancor oggi far riferimento al binomio materia-spirito, il problema dei qualia forse evaporerebbe: la misura fisica si collocherebbe chiaramente dal lato del termine sinistro del binomio, la sensazione soggettiva dal lato del destro. E come la materia appare in unica continuità e gli spiriti invece innumerevoli e distinti, così logicamente ciò che si riferisce alla prima si presenterebbe come condiviso, e all’opposto quanto riguarda i secondi.

Ma questa visione, è ben noto, ha incontrato fin dai tempi di Cartesio notevoli difficoltà, che si sono progressivamente accresciute fino ai giorni nostri, tanto che il problema Body-Mind impegna ora un gran numero di studiosi appartenenti a campi diversi. Con risultati, a dire il vero, finora poco risolutivi; tanto che per i qualia uno degli studiosi, D. Chalmers, ha coniato il termine “hard problem”, ovvero problema duro.

Ma la questione dei qualia si estende, al di là del campo percettivo, a tutti gli aspetti della soggettività. E’ del 1974 un fortunato e ben noto articolo di T. Nagel intitolato “What is it like to be a bat?” (Cosa si prova ad essere un pipistrello?), che introduce e affronta il problema in modo diretto e efficace.

Spero che potremo addentrarci maggiormente in queste affascinanti questioni in una prossima occasione. Per ora, anticipo che contributi notevoli sono derivati in tempi recenti dal progredire delle conoscenze sul sistema nervoso – con nuovi interrogativi connessi – e indico anche, oltre a quelli già citati, alcuni nomi di studiosi (J. Searle, D. Dennett, i coniugi P. e P. Churchland) particolarmente interessanti per chi volessse approfondire l’argomento.
Lorenzo Fiore

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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4 risposte a IN PROSA E IN POESIA : “Qualia” e “Lode dell’incomunicabilità” – a cura di Lorenzo Fiore

  1. Avatar di Mariantonietta Valzano Mariantonietta Valzano scrive:

    Prof. Fiore nei sonetti ha stilato gocce delicate di anima con cui descrivere anche questo tempo… Difficile. Nel suo trattato ha affrontato in modo approfondito e molto interessante un tema su cui spesso ci arroghiamo diritto di giudizio. Mi riferisco ai pensieri degli altri, che ritengo molto spesso presunti e quasi sempre svalutati . La ringrazio molto per aver affrontato questo tema.

  2. Avatar di culturaoltre14 culturaoltre14 scrive:

    Grazie!

  3. Avatar di Antonio Teni Antonio Teni scrive:

    Molto belli i sonetti del Prof. Fiore; dimostrano un’eccellente padronanza stilistica. Ho trovato molto interessante il saggio sui “Qualia”. Complimenti

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