“A Luis, Uomo del nostro tempo” di Maria Rosaria Teni

Ho lasciato che il tempo della commozione fosse vissuto in silenzio prima di parlare di un uomo e di uno scrittore che ho stimato e apprezzato in tutta la sua totalità: Luis Sepulveda. Non posso fare a meno di esprimere il dispiacere provato alla notizia della sua scomparsa; non era solo uno dei miei autori preferiti, ma anche un uomo tra quelli che più ammiravo, sia per il suo attivismo che per la sua passione sociale. Un Uomo che fa onore alla generazione di Uomini di valore. Non è semplice parlare di lui, sapendo che non c’è più, e che la sua Moleskine  nera, che era la sua compagna di penna, non si riempirà più di scritti, annotazioni, pensieri, riflessioni, dubbi, stupori e rabbie, giungendo a creare una sorta di complice alleanza con una realtà difficile da vivere e da condividere. La sua stessa vita si è innestata sulle pagine della sua Moleskine nera e spesso affermava che rileggerle era come riavvolgere la sua stessa esistenza e riviverla fotogramma per fotogramma. Ho imparato a conoscere Luis Sepulveda leggendo i suoi libri, trovando in ognuno un po’ dell’uomo, oltre che dello scrittore e scoprendo i valori profondi e nobili che erano insiti in lui, combattente e amante delle parole. Tante sono state le battaglie affrontate nel corso della sua esistenza, in quell’America latina verso cui era profondamente devoto e che ha avuto sempre nel cuore fino a quando non ha cessato di battere quel giorno d’aprile, funestato da un terribile virus che ha devastato tanti esseri umani. Il Cile, la sua terra d’origine, in quella fetta di America latina che lo stesso Sepulveda, nel corso di una conferenza aveva definito territorio invisibile dei grandi dimenticati, paese che ha subito il regime di Pinochet, l’odio, la povertà, l’umiliazione e verso il quale Sepulveda ha mantenuto quel cordone da cui non si è mai separato. Il paese che ha rappresentato la radice essenziale che gli ha dato la forza di affrontare prove durissime come il carcere, la tortura, i lunghi mesi di isolamento in una fossa maleodorante, l’inconsapevole trascorrere di ore confuse tra giorno e notte. Militante nel senso più puro del termine, ha sentito sulla propria pelle il dolore e la degradazione, fino all’esilio forzato, cui ha reagito grazie alla passione e alla fede nell’ideale politico in cui ha sempre creduto e che non ha mai abbandonato. Tra i tanti libri di Sepulveda presenti nella mia libreria ce n’è uno che amo particolarmente e che ho lasciato in postazione permanente sulla mia scrivania, un libro che Repubblica ha definito “dolcissimo e furente” e che io considero compagno di viaggio, soprattutto quando l’ondivaga e persistente confusione politica sconvolge i miei pensieri:  “Una sporca storia”,  una sorta di diario che trascrive i testi tratti da tre Moleskine, compresi tra gennaio 2002 e marzo 2004. Il fascino che racchiude un taccuino, in questo caso, è ancora maggiore proprio perché in Sepulveda rappresenta uno scrigno su cui ferma idee, pensieri, ricordi e, attraverso le sue pagine, fa toccare con mano una realtà impressionante fatta di miseria, sfruttamento, ignoranza, stupidità e prepotenza. Sepulveda in questo libro ha lo straordinario compito di condurci in un viaggio che diventa un viaggio di tutti, perché partendo dalla propria interiorità giunge a raccontare tante storie, che sono storie di un’umanità condivisa, dove affiorano stati d’animo e tenerezze improvvise, velate di nostalgie e di ricordi. Tante le persone incontrate per strada che con la loro testimonianza hanno lasciato nel cuore di Sepulveda un alone di tristezza: amici, maestri, compagni di lotta e di vita persi, ritrovati e poi di nuovo persi, ma mai dimenticati. Luis Sepúlveda nelle sue annotazioni sulle Moleskine nere racconta di sé, della sua personale visione del mondo e narra delle sfaccettature infinite dell’animo umano, pronto a captare i risvolti più stravaganti degli uomini che si adagiano sempre più adattandosi ad un conformismo omologante piuttosto che battersi e reclamare i propri diritti. La narrazione che si muove su più livelli, interessando uomini politici, avvenimenti autentici e vicende individuali, lo porta a scoprire anche episodi di vita quotidiana che coinvolgono la gente comune. In Una sporca storia coesistono delicatezza e sdegno, apparentemente in antitesi ma a ben riflettere conseguenti l’uno all’altra e viceversa, interpreti sostanzialmente del pensiero di Sepulveda, mosso da passione politica, comprensione e indulgenza per il popolo tormentato che vive in una parte del mondo dimenticata. La luce è una delle storie che più mi ha colpito; Sepulveda racconta l’incontro avvenuto con due anziani sopravvissuti a Hiroshima, divenuti ciechi, quando si è consumato un massacro superfluo e uno di loro ha recitato queste parole: «Alcuni dicono che abbiamo visto una gran luce, ma è una menzogna: abbiamo visto la morte della Luce». Dice Sepulveda: « […] la vita è effimera, fragile e questo pianeta è di tutti e non solo dei padroni del denaro. Io ho ascoltato questo discorso e l’ho fatto mio, grazie alla Luce, che è la voce della vita». Dopo aver letto queste parole, ricordo come se fosse ieri ed era il 2007, fra le lacrime ho scritto questi versi, sfuggiti all’emozione del momento e con cui concludo questo mio ricordo dedicato a un grande Uomo: “Vita/ come piuma leggera cadi per terra/e non sprofondi nell’impronta eterna/ quasi non fossi mai esistita”.
Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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1 risposta a “A Luis, Uomo del nostro tempo” di Maria Rosaria Teni


  1. Molto intensa la tua dedica e il tuo ricordo di quest’uomo tanto stimato. Eh già UOMO innanzitutto, poi scrittore, combattente, artista, creativo e tanto ancora. Il suo taccuino, compagno ideale del Viaggio della vita, dovrebbe insegnarci ad essere più piantati in terra e a riscoprire i valori della vita e dell’amicizia, in questo periodo così buio. Ne abbiamo tanto bisogno! Grazie per la tua condivisione.

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