Capita, a volte, di essere sopraffatti da pensieri all’apparenza banali, ma profondi e significativi se analizzati a fondo. Guardando il mio albero di Natale, questa mattina, pensavo proprio a quanto sia importante, per me, vedere questo simbolo che illumina i miei giorni con le sue lucine frettolose e intermittenti. Un senso di calore, di pace, di nostalgica e rassicurante aria di famiglia mentre le stanze si sono svuotate di voci e la quotidianità ha preso il sopravvento sulla libertà di indugiare nel ricordo. Natale è costruito sui simboli ma è anche un cantuccio dove ognuno di noi può ritrovare ritagli di passato e illudersi di ricostruirli in un puzzle che si va sempre più sbiadendo. L’albero è un pretesto per colmare un vuoto di infanzia perduta e un appiglio per ravvisare abbagli di fanciullesca spensieratezza, mentre le ali delle stagioni ammantano di bontà tutto ciò che è stato, tra illusioni e delusioni, tra scontri e incontri, tra cadute e risalite, in un percorso che, visto a ritroso, perde la spigolosa urgenza del presente. Natale è uno stato d’animo, una lacrima che sfugge tra reminiscenze di abbracci e profumi di persone amate che restano in quell’angolo di cuore inviolabile ai tarli del tempo. Natale è un rimpianto, un atto d’amore, un’occasione per riflettere e tentare una rinascita che inevitabilmente sfuma nel conflitto di peregrine vicissitudini. Natale ogni giorno, forse questa potrebbe essere una soluzione al male di vivere che consuma la favola dell’esistenza, che imprigiona le emozioni in uno scrigno di indifferenza e ci rende estranei tra simili. Natale ogni giorno, per vivere ogni attimo e non sopravvivere per aspettare un Godot che mai arriverà…

L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.