“Un altro 25 Aprile” di Maria Rosaria Teni

Un altro 25 Aprile è trascorso, celebrato(?) tra sparuti ricordi, incrostati dal tempo, tra reminiscenze scolastiche, tra sguardi indecisi sulle questioni reali che hanno decretato questo giorno “festivo” e “Giornata della Liberazione”!
Sono passati settantatré anni e la nebbia della memoria comincia a impadronirsi dei pochissimi sopravvissuti, di coloro che il 25 Aprile lo hanno fatto, vivendolo e attuandolo, nella concreta impresa di realizzare quello che sembrava solo un’utopia: liberare il Paese dall’oppressione e dalla dittatura, dalla violenza di una guerra subita e dalla repressione patita oltre l’umano. Liberazione: libertà di aprire ad un mondo nuovo che alimenta la vita, che si schiude al futuro. Libertà ottenuta grazie alle donne, tante, forti, valorose, protagoniste emblematiche della Liberazione, esempio di eroismo senza tempo. Esemplare è stato il coraggio delle donne della Resistenza, la straordinaria forza di voler continuare a vivere per dare la vita, nonostante le torture, le vessazioni, le umiliazioni, dimostrando che la fede nei propri ideali è più tenace di ogni violenza. Libertà raggiunta grazie a tanti uomini coraggiosi che hanno creduto nei principi sacri della persona, combattendo per tutelarne la dignità e l’onorabilità. Donne, uomini: persone che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo, portandosi dietro una testimonianza che non si potrà tramandare se non attraverso fonti di storici che raccontano, oggi, la loro Resistenza, la loro Liberazione attraverso lo studio delle fonti, spesso di difficile reperibilità perché soffocate in archivi polverosi. Mi viene da pensare a cosa racconteremo ai nostri figli quando ci chiederanno le ragioni di nostalgiche rievocazioni del secondo dopoguerra, delle conquiste che hanno costituito una svolta epocale per il nostro Paese. Acquista una sempre più considerevole attenzione dunque il prezioso racconto di chi ancora ricorda la Resistenza, di chi, superstite,   è diventato patrimonio inestimabile che è servito e servirà a rendere ancora più reale una pagina della nostra storia che non può essere rappresentata solo da un’esposizione di una bandiera tricolore che sbiadisce nel tempo o da un manifesto solitario sul portone della Casa Comunale. Penetrare il senso della Resistenza, cogliere il significato e la potenza della sfida di donne e uomini contro un’insana sopraffazione ideologica e non solo, serve, oggi, a riguadagnare vigore e a rivalutare il senso della storia, della memoria, della nostra stessa esistenza. Concludo queste mie riflessioni, citando Umberto Eco che nel suo libro, “Il fascismo eterno” (La Nave di Teseo), presenta l’esortazione a “non dimenticare”, a non dare mai nulla per acquisito e superato: “Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: “Non dimenticate”.
-Numquam obliviscar-
Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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2 risposte a “Un altro 25 Aprile” di Maria Rosaria Teni

  1. Avatar di Mariantonietta Valzano Mariantonietta Valzano scrive:

    Analisi profonda nel significato di un periodo che oggi non viene valutato perché la libertà attuale si dà tanto per scontata che alcuni credono che sia da sopprimere perché dannosa.
    Purtroppo non credo che si sia riusciti a tramandare e testimoniare cosa fosse accaduto realmente e l’importanza del sacrificio di tante persone, uomini e donne, che hanno fatto sì che oggi si possa godere appieno di libertà tanto da disprezzarla senza perderla

  2. Avatar di Maria Rosaria Maria Rosaria scrive:

    Interessante

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