Mariateresa Protopapa, originaria di Gallipoli, è un giovane medico, specialista tra l’altro in Biomedicina molecolare, nonché un’eccellente scrittrice e poetessa che, al rigore della preparazione scientifica, unisce una non comune sensibilità, attenta alla dimensione interiore e pronta ad accogliere le vibrazioni della propria terra molto amata. È autrice di un saggio scientifico dal titolo “Alleanza terapeutica contro i mali del tempo” e di numerosi componimenti poetici fra i quali “Oltre il cielo” (menzione d’onore premio Vitruvio 2014 e finalista del concorso letterario “Africa chiama onlus” 2014), “La terra delle pajare” (prima selezione speciale premio Veretum 2014), “Pizzicati dal sole,” del poema “Sotto la piega dell’ala del gabbiano”, “Fragile” (finalista premio Fucini 2014 – premio della giuria e della critica Veretum 2016). È autrice inoltre delle sillogi “Ciò che conta”, “Rinasceresti ancora”, “I versi dell’amore”, “Volerò dall’Africa in Terra d’Otranto”, “Al cantor dell’anima” e del romanzo dal titolo “Giuliano Grassi”. L’autrice ha infine creato un bando internazionale di poesia di letteratura “Premio Mario Caputo – Maria Domenica Caroli – de Finibus terrae” e il concorso di letteratura e fotografia in ricordo della dottoressa Maria Monteduro. La scrittrice salentina viene ufficialmente dichiarata a mezzo stampa su http://www.giornaledipuglia.com “scienziata e letterata eccellenza di Puglia”. È produttrice di un programma web tv dal titolo “Intervista Salento” con l’obiettivo di mettere in luce le risorse socio culturali della propria terra natia. Sono stati pubblicati “Il bambino ai piedi del melograno in fiore”, “Lettera al filosofo Rocco Aldo Corina”, “Il duca di Biancamano”- melodramma con libretto in 5 atti per opera lirica” e “L’uomo delle stelle – dialogo tra un poeta e un pescatore” testo teatrale. Esce in stampa nel prossimo autunno 2017 “Alessandra – Il dono che salva”, raccolta poetica di editi e inediti tra cui 5 poemi e altre 6 sillogi, che rappresenta un invito alla riflessione sul nostro tempo e sulla necessità di vivere in pace, cercando di tutelare i più deboli e indifesi. Ne ha curato la prefazione il filosofo e scrittore Rocco Aldo Corina, membro dell’Accademia Pugliese delle Scienze, che mette in evidenza la cultura classica della nostra autrice.
La poesia di Mariateresa Protopapa è un afflato che si concreta in parole scritte tramutandosi contemporaneamente in ancora di salvezza, in chiave che può aprire uno scrigno o un rifugio. La poesia è vista come canto della quotidianità, ritmo del nostro pensare e immaginare. La poesia non è solo un genere letterario, è un modo di vedere e vivere le cose e per questo si consuma e si rigenera sempre ogni giorno nella nostra semplice routine. La vita, le scelte che facciamo, le delusioni, contribuiscono a farla sparire dal nostro “io”, ma lei è lì, dentro di noi, in silenzio e come una corda di violino segna il ritmo dei nostri sentimenti. Io sono fermamente convinta che della poesia ci sia bisogno, e che sia necessaria: comprendere questa necessità e viverla significa essere poeti oggi.
L’incontro con Mariateresa Protopapa è avvenuto in occasione del IV Premio letterario “Vitulivaria” organizzato nel 2017 dall’Associazione culturale “Viva Mente” e che l’ha vista vincitrice nella sezione a tema “La musica nel cuore” con una poesia struggente e di grande impatto: “Tintinnio tra anima e cuore”, che così recita:
In un unico battente
tintinnio
cuore e anima
vanno vibrando
e l’invisibile
opera prima
echeggia nell’Universo.
La musica del mio vivere
si farà strada
fra i meandri del caotico…
La mia musica
risuonerà in eterno
come usignolo immortale
per tracciare lo spartito
della pura esistenza.
Questo resterà
immemore musica,
colonna sonora
il battito del cuore
al mio esistere.
Un tintinnio delicato, dolce e argentino, costituisce il leit motiv di un’esistenza incentrata sulla spiritualità. Il suono, vibrando tra anima e cuore, batte le ore contrastando il caos, le difficoltà e le malvagità dell’oggi. E la musica, orazianamente, celebrando una vita pura ed incontaminata, innalza per l’eternità un monumento più duraturo del bronzo.
Conosciamo più da vicino la nostra autrice e lo facciamo attraverso un’intervista che vuole essere anche un racconto di sé, visto nella sua dimensione di donna impegnata e sensibile, colta e profondamente autentica.
Partiamo con una domanda, all’apparenza forse un po’
retorica, ma che in realtà avevo intenzione di farti sin dalla prima volta che ho letto le tue liriche: che cos’è la poesia per Mariateresa Protopapa?
La poesia per me è tutto, è salvezza, mezzo tramite il quale comunicare il proprio sentire e arbitrariamente il sentire di tutto ciò che apparentemente non ha voce,gli ultimi, i nostalgici, i deboli e i forti di spirito allo stesso tempo oche per pudore o timore non osano dichiarare il proprio intimo pensiero. La poesia è veicolo, bottiglia nell’oceano, è cielo e terra, finito e infinito allo stesso tempo. È ciò che rimane per fermarsi e pensare.

Chi è Mariateresa Protopapa, perché scrive poesie e in quale occasione e a quale età ha scritto la sua prima poesia?
Mariateresa Protopapa è quel puntino he si mette alla fine di una frase, quell’essere che non disturba ma c’è e ii fa sentire. È tutto ciò che è apertura, accoglienza, bontà, comprensione compartecipazione, perdono e severità e al contempo, rigore, disciplina, responsabilità, gioia, riferimento per i più piccoli. La mia vita è stata un melodramma, una poesia che inchioda alla terra. Scrivo da sempre.
Generalmente quando si scrive è anche per il bisogno di comunicare con gli altri, quasi si senta la necessità di inviare un messaggio. Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso i tuoi scritti?
Il messaggio che vorrei comunicare è che tutto ciò che sta latitando nel nostro essere andrebbe rivalutato, anche se tutto questo comportasse sacrificio. Mi spiego: bisognerebbe respirare piano, guardare piano, parlare piano mirare all’essenza, al silenzio quasi per far sentire il rumore dolcissimo e imbarazzante del cuore che nessuno ascolta più. IL RUMORE della modernità ha asservito il sentire percepito, il bisogno di aiuto non dichiarato ma gridato e il più delle volte schiavizzato e preda dell’impulso e non del confronto
Ci sono dei modelli culturali a cui fai riferimento nella tua scrittura? Hai in mente un poeta o scrittore che ti piace in particolar modo e ti ha influenzato nello scrivere e nella ricerca stilistica?
Cito: Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri. (Grazia Deledda)
Quale è il tuo legame con la regione natale, la Puglia?
Un legame imprescindibile, dal quale non farei nulla per sottrarmi. Materno, familiare, intimistico, idilliaco. La mia terra è il vestito più bello che sfoggio, sicuramente quello che mi rende più bella, eternamente giovane e bella.
Secondo la tua esperienza quale elemento distingue la poesia dalle altre forme di comunicazione mass-mediatiche e quali le caratteristiche che sono proprie della poesia e non si ritrovano in nessun altro tipo di linguaggio?
La metrica, la sonorità, lo scandire, il centellinare, il proferire e far pausa, il gustare, il sorseggiare il guarire senza invadere, La delicatezza, l’accessibilità e tanto ancora
In che modo scegli quello che di volta in volta sarà il titolo di una tua opera? Lo trai
da una poesia o un brano particolarmente significativo della raccolta oppure è completamente diverso dai titoli delle opere all’interno?
Ogni volta mi affido all’ispiratio, al mio percepire e al mio trasmettere, al desiderio di rinascita al cambiare, al delicato appello che rivolgo incessantemente ad ascoltare l’anima e lo spirito che non ingannano mai al contrario di ciò che percepiamo che può deviare e adulare, distrarre. CHE PUO’………a volte
Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Rappresentare la voce dell’inesprimibile, di tutto ciò che toglie il fiato ed emoziona, rappresentare la parte sensibile di una civiltà schiava di errori evitabili.
Quali attività letterarie ti vedono impegnata in questo momento?
Un concorso giunto alla terza edizione, PREMIO
CAROLI Caputo la pubblicazione del volume “E le stelle stanno a guardare” che uscirà a fine inverno prossimo.
Che vuol dire, a parer tuo, essere un poeta, oggi?
Messaggero di pace
Concludiamo questa bellissima conversazione con una domanda un po’ sui generis: qual è la domanda che vorresti ti fosse posta in una intervista o la cosa che mai nessuno ti chiede?
SEI FELICE? NO DI PIU’ sono Serena

Me le aspettavo così: una persona vera, coerente e molto profonda. Veramente una bella persona, una Donna speciale! Mi congedo a malincuore dalla nostra splendida autrice, encomiabile per la capacità di dare voce ai sentimenti e alle emozioni insite nella sua anima. Grazie a ciò intraprende un itinerario introspettivo di grande valenza, tramite la sua scrittura fluida e spontanea in cui emerge la sua natura di donna sensibile e attenta osservatrice. Impossibile per lei non attingere alla purezza della parola poetica per innalzarsi da una realtà evidentemente materialistica e disumanizzante. Auguriamo dunque tutto il successo che merita e attendiamo i suoi lavori con entusiasmo.
Maria Rosaria Teni
