
La Rivista ospita oggi Agostina Micciariello, 25 anni, di Solofra (Avellino) che invia un racconto illustrato, che presenta le caratteristiche di una fiaba, intitolato UN CORALLO BOLLICIOSO APPICCICOSO, corredato da una striscia a fumentti con protagonisti i suoi amati personaggi: Whistle, il bianco delfino dalle guance rosse e Flippy, suo fedele amico per ogni loro avventura e monelleria!
Un corallo bollicioso appiccicoso
C’era un tempo, nelle grandi distese sabbiose infinite come dune del deserto, coralli di ogni specie e colore che formavano una prateria corallina coloratissima e vivissima i cui rami si diramavano tra loro come foreste intrecciate, un sottobosco marino vero e proprio.
E proprio in questo boschetto corallino, c’era un corallo particolare, magico, curiosissimo; una “bolla corallo”. Una bolla a forma di corallo? No e sì. Più precisamente, un corallo composto da tante tantissime bollicine rosee come perle, incastonate l’una con l’altra come incollate fra loro da sembrare appiccicose a prima vista. Incastonate in una scogliera sabbiosa dorata, ottennero gli sguardi incuriositi e stupiti di due creature dall’aspetto buffo e amichevole: uno di un delfino dal manto puro, che la sua particolarità era che avesse guance come fragole. Whistle. Mentre il piccolo che gli era accanto era un pesciolino bianco e nero, la cui livrea era incisa da una X come quella della mappa di un tesoro. Flippy.
Proprio loro erano i guardoni curiosi di quel corallo così buffo e insolito. Fin d’allora, non avevano mai conosciuto o intravisto siffatta meraviglia. Quelle bollicine lucenti e trasparenti, parvero, ai loro occhietti, tanti chicchi d’uva rosati pronti per essere mangiati. Tranquilli, sapevano che non fosse così; un corallo non è commestibile. Almeno per quelli che sapevano.
Spinto dalla lucentezza di una delle bolle, Flippy si avvicinò per osservarla meglio e ne restò ammaliato: il suo profilo si riflesse perfettamente in quella bollicina neanche fosse uno specchio. E continuò a rimirarsi senza sapere che quel corallo avesse una caratteristica particolare che lo scoprì a proprie pinne. D’improvviso, vide la bolla aprirsi come a spalancare le proprie fauci ed iniziò ad inghiottirlo, avvolgendolo nella sua spirale. Flippy non fece in tempo a fuggire; la spinta gelatinosa e ventosa del corallo erano troppo forti per resistergli contro. Fu così che si ritrovò all’ interno della bolla corallo, che si adattò perfettamente alle sue dimensioni, ingrandendosi magicamente. Questa è la sua caratteristica: inghiottire chi gli capita davanti per poi ingrandirsi o rimpicciolirsi a seconda delle dimensioni del malcapitato ed è in grado di ridimensionarsi con chiunque, persino un delfino.
Ovviamente, Flippy fu nel panico più totale, si sentì come imprigionato in una bolla di sapone. Vie d’uscite non c’è n’erano. Provò a sbatterci contro con la speranza che scoppiasse ma nulla, anzi, balzò indietro con un bel ruzzolone. La bolla parve elastica, impossibile da sfondare. Si ritrovò così prigioniero di un mondo rosa tutt’intorno a lui, senza possibilità di rivedere quell’azzurro che ama tanto scrutare insieme al suo amico.
Già, Flippy era nel pieno dello sconforto, convinto che sarebbe rimasto rinchiuso in quella prigione bolla a vita eterna.
Nel mentre che successe tutto questo, Whistle si allarmò immediatamente, comprendendo che il suo fidato amico fosse in seri guai. Un punto esclamativo fuoriuscì dalla sua testolina. Quanta pena nell’osservare il suo adorato amichetto rinchiuso là dentro. Anche lui cominciò a farsi prendere dallo sconforto ma subito dopo si rese conto che no, non doveva, non era il momento. E’ tempo d’agire e subito. Se c’è qualcuno che può aiutarlo, se c’è qualcuno su cui Flippy può contare è proprio lui. Whistle. E solo lui può renderlo libero da quella bolliciosa prigionia. Nessun altro.
Intanto, il prigioniero vide Whistle allontanarsi un poco, lasciandolo solo… che stesse cercando aiuto? O preso dalla paura, sta fuggendo via dimenticandosi di lui? Non finì nemmeno di formulare tali domande nella sua mente che subito rividde il suo amichetto tutto rosato sfrecciare come un fulmine verso di lui, verso la bolla corallo che lo teneva prigioniero, allungando il suo musino da renderlo affilato. Vedendo ciò, capì le sue intenzioni e chiuse gli occhi, sperando che stavolta sarebbe stata la volta buona.
POP.
La bolla del corallo scoppiò. Flippy è libero.
Riaprendo gli occhi, Flippy rividde l’azzurro del mare, il sole, l’aria ma soprattutto, più d’ogni altra cosa, il suo caro tursiope che lo stava osservando con fare gioioso. Prima d’allora, non ebbe mai provato un sollievo e una gioia così grande nell’essere libero, libero di nuotare. Libero.
E noi li lasciamo così, celebranti di quello scampato pericolo mentre la bolla colpita era ormai svanita, pronta a far spazio a una nuova bolla corallo al suo posto come foglie autunnali, pronta a far spazio a un nuovo malcapitato e a questo giro, chissà chi ci capiterà… bene è non saperlo!
Agostina Micciariello
