
“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano
Finalmente sembra che si sia raggiunta l’intesa di pace tra palestinesi di Gaza e Israele. Forse non è esatto: si è giunti ad un accordo tra Hamas ed il governo di Netanyhau. Perché si deve fare questa precisazione? Secondo me per tre motivi.
Primo: se fosse dipeso dai palestinesi (almeno la stragrande maggioranza) la pace l’avrebbero fatta da tempo. Gli abitanti della striscia di Gaza, come quelli della Cisgiordania, all’indomani della ignobile carneficina, tanto malvagia quanto inutile, sapevano benissimo che li aspettava fame e distruzione senza sosta, senza soluzione di continuità, in una rappresaglia in cui la distruzione degli obiettivi reali di difesa e protezione degli israeliani, sarebbero via via sfumati in genocidio tanto plateale quanto innegabile.
Secondo: gli israeliani sapevano due cose che gli ostaggi in mano ad Hamas avrebbero patito pene indicibili, molti sarebbero morti dopo violente torture e tribolazioni; oltre al fatto che il dubbio di non essere al sicuro, non essere stati difesi dal proprio governo (concetto che approfondirò più tardi) e che avrebbero dovuto sacrificare molti loro giovani figli in nome di una guerra-devastazione che non hanno scelto nè voluto, sarebbero stati anche per loro fonte di patimenti.
Ovviamente sto parlando del popolo israeliano non degli estremisti ebrei di ultra destra ortodossa che da sempre vorrebbero coronare il loro sogno dell’esclusiva terra promessa ove nessun’altro ha spazio.
Terzo: come si fa a ricucire le ferite di chi ha subìto tutto questo immane dolore, facendo in modo che le cicatrici non siano le radici di un odio tanto profondo quanto nefasto, poichè dall’odio non nasce niente di buono e ci si può ritrovare al punto di partenza: carneficina-genocidio.
Tutto questo perché in questi due anni gli unici che hanno vinto sono i “mandanti” della carneficina del 7 ottobre e del genocidio dei palestinesi, nonché firmatari di questi accordi di pace.
I vinti sono i popoli palestinese e israeliano che devono ricostruire il futuro, combattendo la lotta più difficile da fare: quella di non ricordare ma di costruire pensando un futuro due popoli due stati con assenza di rivalsa e allo stesso tempo riuscire a far fiorire pace, ricostruzione e collaborazione, di persone e di cose.
I palestinesi che non hanno più nulla, hanno subìto una radicale “decimazione” e molti dei sopravvissuti, soprattutto bambini e giovani, non hanno più braccia, gambe, oltre ad aver perso la propria famiglia. Gli israeliani hanno da risolvere due grandi problemi: uno quello di far chiarezza su come sia potuta accadere la strage programmata da Hamas il 7 ottobre. Com’è ststo possibile che il confine con la striscia di Gaza super protetta con mura, filo spinato, torrette super tecnologiche, mitragliatori azionabili da remoto, telecamere ad infrarossi ad altissima definizione, un corpo di guardia specializzato, elicotteri Apache pronti a librarsi in volo sia stato letteralmente “bucato” il 7 ottobre? Se tutta questa struttura difensiva non ha funzionato, come possono gli israeliani stare tranquilli?
Dopo gli avvertimenti dei servizi segreti e non (pare che anche la BBC avesse pubblicato dei servizi giornalistici sul fatto che la CIA e MI5 avesse avvisato il governo israeliano dell’imminente attacco) perchè si è lasciato scoperto e vulnerabile quel tratto di confine affinché succedesse la carneficina del 7 ottobre al concerto e ai kibbutz?
Spero che tutte le persone di buona volontà di tutto il mondo, i piccoli, gli umili, i popoli possano veramente costruire veramente un percorso storico nuovo, una nuova pace e riuscire a non farsi fagocitare da interessi di pochi e che ci sia una nuova fioritura di coscienze pulite dall’odio.
Certo a leggere il programma di pace ci viene un altro dubbio: ma se la ricostruzione di Gaza sarà fatta secondo le regole del libero mercato…questo libero mercato che ha creato straricchi e strapoveri, che fine faranno i palestinesi che non hanno più nulla? Mica si avvererà il sogno propinato da quel filmato osceno creato con l’AI in cui una falsa versione di Las Vegas prende il posto delle case della popolazione di Gaza?
Speriamo di no. Speriamo che anche i palestinesi possano avere una propria patria e gli israeliani possano vivere in pace e sicuri nella loro terra.
Speriamo…
Mariantonietta Valzano

Ottimo articolo con un ampio ed articolato “punto di vist”
Analisi molto accurata, che condivido in pieno. Serena giornata.
Non so se rivolgere il mio ringraziamento in particolar modo a te, caro Cipriano, per aver avuto il coraggio di entrare a far parte del mio disordinato mondo. Ti auguro una serena giornata.