“Livia” di Giuseppina Giudice

                  Presentiamo oggi un racconto edito ( da Racconti di vita tra ieri e oggi- PlaceBook 2021) di Giuseppina Giudice. Un racconto che fa riflettere e che lascia poco spazio ai commenti. Insegna però a credere nella forza che ognuno di noi può trovare e il coraggio di denunciare e ricominciare a vivere. [Maria Rosaria Teni]

La  incontrai per la prima volta sulla spiaggia vicino casa,in un mattino di agosto. Avevamo gli ombrelloni vicini. Ero immersa nella lettura di un testo che mi serviva per la tesi, quando mi arrivò sulla testa il pallone lanciato da suo figlio. Lo sgridò aspramente e poi corse a scusarsi. Era una giovane mamma ,alta,magra ,mora con capelli lunghi che le scivolavano lungo la schiena e con occhi scuri,profondi ed espressivi. Dopo un momento di imbarazzo,si presentò e sorrise. Era simpatica,affabile come solo i partenopei  sanno essere. Amava parlare o forse desiderava fare amicizia. Chiusi il mio libro  e incominciammo a chiacchierare. Mi fece conoscere i suoi due figli: una bimba di circa 5  anni, graziosa come lei, e un maschietto di tre, molto vivace. Le dissi che ero in procinto di sposarmi e che ero super impegnata nei preparativi  e con la tesi. Mi offrì subito consigli e, soprattutto, il suo aiuto. Ne fui felice perché avevo davvero poco tempo per organizzare il matrimonio,caldeggiato dai miei genitori, dopo il grave incidente capitato al mio papà. Erano sopraggiunte complicazioni ,che richiedevano un nuovo intervento di microchirurgia da effettuare a Milano o negli States, a Houston.Lasciare una giovane figlia da sola, per i miei familiari sarebbe stata fonte di grosse preoccupazioni e quindi mi chiesero di anticipare il mio matrimonio. Acconsentii per amor loro, ma non ero molto convinta. Non mi sentivo ancora pronta. Livia, mi raccontò che si era sposata presto per una gravidanza inattesa. Il suo fidanzato ,un brillante studente di medicina,era stato costretto a interrompere gli studi, a rinunciare al sogno di diventare medico e a mettersi a lavorare . All’iniziò aiutò suo padre nel negozio di alimentari,poi decise di accettare una proposta di lavoro  ad Agropoli e  vi si trasferirono . La nascita di Aurora ,una deliziosa bambina  dai capelli scuri e l’ incarnato chiaro di  3 ,5 chilogrammi ,fu motivo di grande gioia. Erano giovani e innamorati .Lui non pensava più al sogno infranto. Il nuovo lavoro lo  costringeva a stare spesso fuori per più giorni ,ma erano felici. Intanto Livia si accorse di aspettare un altro bambino e la suocera decise di trasferirsi da loro per aiutarla. Inizialmente tutto procedette nel migliore dei modi. Era affettuosa, carina, premurosa  con sua nuora, la copriva di attenzioni. E Livia le voleva bene al punto da chiamarla mamma. All’improvviso,però, le cose cambiarono. Sua suocera diventò gelosissima di suo figlio. Non tollerava che si sedesse accanto a Livia , che le facesse una carezza o le desse un bacio. Si innervosiva e si allontanava : “Che sono queste effusioni?”
“Non capisco. Perché si comportava così?”
“Non so spiegartelo, ma diventava sempre più gelosa e infastidita del nostro sentimento, della nostra complicità”
“Iniziò a criticarmi ,a rimproverarmi senza motivo,ad accusarmi di essere sgarbata con lei”
“E tu ? Non potevi dire la tua,difenderti?”
“Lui non mi credeva e ciò mi faceva star male. Poi un giorno che lui era fuori per lavoro, bisticciai con sua madre  e le dissi che era meglio se andava via per un po’ “.
“E lei?”
“Andò su tutte le furie ,mi disse che ero un’ingrata ,preparò la valigia e andò da sua sorella che viveva ad Agropoli.  Ovviamente le disse che l’avevo cacciata di casa. Suo figlio fu informato telefonicamente “.
Si fermò, era tesa ,scossa. La pregai di continuare.
“Lui tornò a casa  quella sera e senza ascoltare ragioni mi disse che ero un’ingrata,una persona spregevole  e incominciò a picchiarmi. Mi diede tre o quattro schiaffi ,poi un pugno sulla schiena”.
“Non posso crederci!”
“Purtroppo è la verità. Aggiunse che dovevo chiedere scusa a sua madre e pregarla di ritornare da noi”
Mi rifiutai categoricamente. Mi rispose che non sarebbe tornato a casa quella sera e se ne andò sbattendo la porta”.
“È’ inaudito!”
“Lo aspettai per tre giorni, poi andai a Napoli dai miei”
“E lui?”
“Non si fece vivo finché non nacque nostro figlio. Mi portò delle rose,un anello con un brillante e mi chiese di ritornare a vivere insieme. Ero ancora innamorata ed acconsentii. I primi mesi furono caratterizzati da serenità e felicità. Benché fossi spesso stanca con due bambini e la casa ,non mi lamentavo  mai per timore che sua madre potesse ritornare”.
La sincerità di Livia, l’essersi confidata con me, mi colpì molto. Era una sorta di moderna eroina, una persona speciale. Provai subito amicizia e simpatia per lei.
Ci incontrammo diverse volte sulla spiaggia e la nostra amicizia si consolidò. Finita l’estate incominciammo a vederci per un caffè. Lei continuò a darmi consigli per i preparativi del mio matrimonio, ad aiutarmi a scegliere e preparare le bomboniere, ad effettuare gli ultimi ritocchi alla nuova casa,a compilare gli inviti, a battere a macchina la tesi. Fu una collaboratrice preziosa e una vera amica. La scelsi come mia testimone di nozze.
La nostra amicizia e frequentazione continuò fino al sisma del 1980 che colpì seriamente la nostra zona. La casa dove abitava fu danneggiata e il marito volle ritornare nel paese di origine. Dopo qualche mese si trasferirono in una città del Lazio. Io ,invece,andai ad insegnare al Nord. Non ci incontrammo per diversi anni ,anche se ci sentivamo ogni tanto per telefono.
Diceva che stava bene,che tutto procedeva nel migliore dei modi ed io le credevo.
Trascorsero circa dieci anni. Nel frattempo, anche io ero diventata mamma ed ero ritornata nel mio paese. Ritornarono anche loro, acquistarono un appartamento in centro, il marito aprì un’attività commerciale,lei trovò lavoro in uno studio notarile. La nostra frequentazione ricominciò ,anche se con meno assiduità,considerando i rispettivi impegni lavorativi . Credevo che la vita le sorridesse. Era sempre elegante, aveva una bella automobile, gioielli, i figli frequentavano una scuola privata.
Un giorno la incontrai per caso  al pronto soccorso. Aveva un taglio alla fronte,un livido sul volto, una distorsione al polso e una  alla caviglia. Mi disse che aveva avuto un incidente domestico: una brutta caduta mentre puliva i vetri. Con lei c’era suo marito. Sembrava molto preoccupato e premuroso. Le teneva la mano e le ripeteva di stare tranquilla. Credetti alla sua versione e aspettai che la visitassero. Non era nulla di grave ,ma le misero due punti di sutura alla fronte , le immobilizzarono il polso  e le fecero indossare una cavigliera.
I suoi incidenti domestici si moltiplicarono e ciò non mi convinceva affatto. Un mattino mi telefonò con la voce concitata,spaventata: “Ho bisogno di vederti, devo parlarti urgentemente. Mi serve un tuo consiglio”
“E’ successo qualcosa?”
Piangeva, singhiozzava.
“Vengo subito da te!”
“Vediamoci al bar, è meglio!” aggiunse lei.
Appena la vidi capii che era qualcosa di serio. Era pallida,smagrita . Si tolse gli occhiali da sole che servivano a nascondere un livido vicino all’occhio sinistro. Gli occhi erano arrossati dal pianto,la voce soffocata dai singhiozzi. Era come se il mondo le fosse caduto addosso.
“Non ce la faccio più. Non so cosa fare. E’ sempre più violento. E’ come se mi odiasse. Qualsiasi cosa io dica o faccia è sbagliata e diventa pretesto per accese discussioni, litigi e botte”.
“Non capisco, come sia possibile. Mi hai sempre detto che era tutto a posto”
“Ho mentito per amore. Va  avanti così da un po’. È sempre fuori per lavoro, o almeno così dice. Ritorna per qualche giorno, sereno, rilassato, porta dei regali ai figli, ma non dorme con me. Poi riparte con la scusa del lavoro o cerca il pretesto per litigare. Sbatte la porta e se ne va, senza lasciarmi un recapito o dei soldi”
“Non gli hai chiesto chiarimenti?”
“Certo,ma inutilmente!”
“Prova ad essere più carina, gentile, affettuosa e vediamo che succede. Magari sta  attraversando un periodo di crisi”
“Ci ho provato, ma mi ha detto che non mi sopporta più, che riesco solo ad irritarlo, che sta bene solo da solo. Incomincio a pensare che abbia un’altra”
“Potrebbe  essere. Prova ad indagare un po’,ma con molta cautela e rimani calma”
“Lo farò di sicuro perché non riesco a sopportare questa situazione; è logorante far finta di niente,comportarsi nel migliore dei modi ed essere ignorata come donna e trattata  anche male”
“Mi raccomando, tieni duro e soprattutto non esasperare la situazione. Mantieni la calma”
Ci abbracciammo e si allontanò di fretta. Non voleva che lui tornasse e non la trovasse a casa. Avrebbe avuto un altro pretesto per litigare.
Livia si rivolse ad un investigatore privato e in circa tre settimane ebbe le prove dei suoi numerosi tradimenti.
Mi telefonò sconvolta: “Era come temevo, ha un’altra  che lo accompagna nei suoi viaggi. Non so cosa fare!”
“Mantieni la calma ,ma affrontalo con fermezza :o  te, o lei?”
Lui dapprima negò, ma con le prove inconfutabili che Livia gli mostrò,dovette ammettere le sue colpe. Le disse che con lei non aveva nulla in comune oltre i figli, ma con l’altra era felice. Livia si sentì profondamente ferita nell’orgoglio e dopo averlo offeso,gli diede uno schiaffo sul volto.
Era la mossa che lui aspettava. La sua reazione fu di una violenza inaudita, inaspettata. La colpì ripetutamente sulla testa e sul corpo , la scaraventò per terra,poi tirò con forza le tende, lacerandole, scaraventò il televisore per terra, strappò il filo del telefono, buttò per aria un paio di sedie,dei vasi e un grosso posacenere che per fortuna non la colpì. Mentre lei piangeva e si disperava, ancora incredula di fronte ad una tale violenza, lui uscì. Non  mi telefonò subito. Dovette prima calmarsi un po’. Non riusciva a parlare, il cuore le batteva troppo forte, sembrava che le scoppiasse in petto. La raggiunsi in fretta. Era sconvolta,terrorizzata, in uno stato una profonda sofferenza  fisica e psicologica. Il mondo le era crollato addosso, distruggendo ogni sogno,ogni speranza di un futuro insieme. Piangeva e singhiozzava. Si chiedeva inutilmente il perché di tutto ciò.
La soccorsi subito e notai che aveva un taglio alla testa e un orecchio lacerato (le aveva strappato un orecchino) oltre a  varie contusioni  sul corpo. L’aiutai a ricomporsi alla meglio e la convinsi ad andare al pronto soccorso.
Stavamo scendendo le scale, quando lui arrivò. Aveva gli occhi rossi di rabbia e furore,uno sguardo minaccioso. Forse era tornato per completare l’opera.
Non lo avevo mai visto così ed ebbi paura. Mi sembrava una belva pronta ad azzannare.
Vinsi la paura e il disprezzo, che sentivo crescere in me, lo guardai fisso negli occhi  e con fermezza,mista a un po’ di commiserazione per la mia sfortunata amica, gli dissi:
“Perché le fai questo?Un tempo vi siete amati molto, eravate felici, avete costruito una bella famiglia. Cosa è cambiato?”
“Questo è niente,rispetto a ciò che merita. Lo sai che mi ha messo le mani addosso? Ha osato tanto. La prossima volta le taglio la testa”
Inorridii. Quelle parole mi fecero gelare il sangue nelle vene. Sentii brividi attraversarmi il corpo. Erano causati da rabbia, senso di impotenza, desiderio di ribellione, vendetta, sete di giustizia di fronte alla forza bruta, alla cattiveria  e ferocia di quell’uomo. Provai sgomento, tristezza e sofferenza per Livia che restava in silenzio, impietrita dalla delusione e dalla sofferenza che le sue parole e il suo comportamento avevano causato. Il suo sguardo impaurito esprimeva un’amarezza infinita, dispiacere e costernazione. Mi sembrava ferita mortalmente nell’animo. Era lì con i capelli scomposti,il vestito strappato,gli occhi gonfi,una tumefazione al volto e una più evidente sul braccio. Mi sentii male. Lo guardai nuovamente con disprezzo. Come poteva un uomo comportarsi in quel modo  ed essere così cinico,sprezzante del dolore causato ad altri?Aveva un’espressione di compiacimento,come se avesse compiuto chissà quale grande impresa. Aveva solo picchiato brutalmente sua moglie, una donna indifesa e ,soprattutto ,innamorata di un mostro. Era l’ennesima vittima di un amore malato. Compresi il dramma di tante donne che diventano consapevolmente vittime  di uomini del genere.
Livia  era l’ennesima. Mi avvicinai a lei mentre lui andava via imprecando e minacciando.
“Come puoi pensare che questo sia amore? Non vedi che prova  quasi gusto a picchiarti . L’uomo che tu ami, non esiste più. Poteva ucciderti. Non piangere! Non merita neanche una delle tue lacrime”
Le mie parole produssero l’effetto sperato. Si scosse da quella specie di torpore psicologico in cui era piombata, si passò una mano sul volto, per asciugare le lacrime, che copiosamente le rigavano il volto e le bagnavano il petto, e mi tese una mano. L’aiutai a sollevarsi dal gradino sul quale si era accasciata.
“Andiamo su da me, hai bisogno di ricomporti!”
“No, andiamo in ospedale!”
L’accompagnai al pronto soccorso. La visitarono  e scrissero il referto da consegnare ai carabinieri.
Era ancora indecisa sul da fare. C’era in lei un barlume di speranza. Pensava che forse lui si sarebbe pentito, sarebbe ritornato da lei. Il medico  cercò di convincerla a denunciare,ma lei esitava. Le parlai anch’io.
Le dissi che non era più il momento dei rattoppi ,che le “pezze nuove” su un tessuto lacero, come era diventato il loro rapporto, non servivano più. Il suo cuore era ridotto a brandelli e non poteva più rimarginare le ferite . Avrebbe potuto ucciderla alla prossima lite. Bisognava agire subito con fermezza e decisione. L’accompagnai in caserma.
Fece la sua deposizione, firmò e mi chiese di accompagnarla a casa. Le consigliai di chiamare qualcuno dei suoi fratelli, di far cambiare la serratura e  il codice di allarme. Uno dei suoi fratelli venne a prenderla e la portò a Napoli. Lui tentò  più volte di entrare in casa, nonostante  i carabinieri gli avessero imposto di tenersi a debita distanza dall’abitazione, fu denunciato. Provò ancora ma ci furono nuove denunce. Alla fine si trasferì in Calabria con la nuova compagna.
Lei dopo una lunga convalescenza, dovuta a una forma depressiva, riuscì a riprendere in mano la sua vita. Si separò, poi chiese il divorzio. Dopo alcuni anni, un incontro casuale sul treno le cambiò la vita. Incontrò un uomo gentile e perbene di Torino, che desiderava rifarsi una vita. Si trasferì al nord , dove i suoi figli conseguirono prima il diploma e poi la laurea.
Sono passati molti anni da allora. Ci telefoniamo spesso per raccontarci  di tutto,come se non ci fossero tanti chilometri a separarci,condividiamo le nostre gioie, i nostri problemi, i nostri momenti più significativi, scambiandoci messaggi, auguri, parole di conforto  e ci incontriamo immancabilmente ogni estate. Saremo sempre  legate da un affetto profondo,un’amicizia autentica, sincera, disinteressata, che non incontrerà mai il tramonto perché basata su sentimenti di grande  stima,solidarietà femminile e comprensione.

Giuseppina Giudice

Giuseppina Giudice è nata ad Agropoli, ove risiede.   Già docente di lingua e lett. inglese nel Liceo di Agropoli. Ha ottenuto significativi premi e riconoscimenti per la poesia tra cui: uno dalla Rai di Roma , un altro con medaglia del Senato (Roma),poi la nomina di “Accademica Benemerita” (Roma 2003) e di Accad. Leopardiana(Reggio Calabria 2011),un premio alla carriera (Pomigliano d’arco 2010), il premio “Menzione d’Onore Donna”2010 (SA), è stata nominata “Membru D’Onore” e  le è stato conferito il Diploma de Excelentia ( Mihailesti – Romania 2004). Poetessa dell’anno(Telese 2004). E’ presente  nell’albo d’oro dei poeti  italiani contemp. di Cefaluart. E’ membro di Wiki Poesia e Repubblica dei poeti . Finalista al Premio Mario soldati 2016. Ha ricevuto il premio della critica al Concorso Parole d’amore 2022. Ha pubblicato 4 raccolte di poesie, 4 romanzi, una raccolta di racconti, tre libri di favole. E’ presente in varie antologie italiane ed estere. Premiata a Spoleto Arte 2021 . Ha ricevuto il Premio Modigliani ( Bassano del Grappa  2023 ). Varie poesie sono apparse su diverse riviste e quotidiani e sono state tradotte in serbo croato, polacco, albanese, spagnolo, rumeno, inglese e francese. Ha partecipato al Festival  lett. intern. di Zenica (edizioni 2020, 2021, 2022, 2023, 2024). E’ presente in varie antologie straniere: Vibrations litteraires con 31 poesie tradotte in francese; nell’antologia Un Grito par la paz (Mexico) ; In GEMS- IV(India) ; in Striving for Peace; In Bridges  to Tomorrow ; in Farewell to War; in Sentimento latino( in italiano e rumeno)- Bucarest 2004; in  Antologia  I e II (con liriche in serbo croato – Zenica 2023-24), in Panta Rei (con poesie tradotte in polacco) e in molte antologie italiane tra cui:
“Europainsieme” edita da Ibiskos-Ulivieri (2006); Poeti d’oggi(Libroitalianoworld); nell’antologia  decennale del Premio “ Poseidonia-Paestum”; “Voci versate” casa editrice Pagine 2018;  “Contributi per la Storia della letteratura italiana”  vol.4- Guido Miano Editore- Milano 2009 ; “M’illumino d’immenso” casa editrice Pagine 2020 ; “Tra un fiore colto e l’altro donato” Casa editrice Aletti-2020; “Dedicato a… Poesie per ricordare” Aletti Editore; in “Antologia di Poeti contemporanei scelti” , patrocinata da E-campus Università,Università Anglo Cattolica San Paolo e Università degli studi Repubblica di San Marino (Roma,  2020); nell’antologia “Speciale Infanzia” edita dall’Associazione MAREL ( edizioni 2020, 2021,2022,2023, 2024); Antologia Premio Alda Merini 2020.  E’ stata finalista in vari concorsi letterari della C.E. Aletti   tra cui:  “Habere Artem”2019 e 2020; “Il Tiburtino” 2020; “Tra un fiore colto e l’altro donato” ecc. Ha ricevuto segnalazione di merito al Concorso lett. “ Io scrivo e resto a casa” (Roma 2020); è stata finalista al  concorso lett. “ Speciale Donna”   ediz.2020-2021-2022-2023-2024” (presid. di giuria Dacia Maraini); finalista al concorso di poesia d’amore “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” (2020);  Attestato di merito  al concorso : “Io amo di più 2020”; finalista al  Premio il Federiciano 2020. Le sue prime due raccolte di poesie sono presenti in alcune biblioteche  nazionali. Recensioni ,sulle sue pubblicazioni,  sono apparse  su diverse riviste culturali e quotidiani  : “Il Saggio”, “Presenza”, “Il  Nuovo Salernitano”, “Il Denaro”, “Il Sannio”,”Il giornale del Cilento”, “La Città” ,sul segnalibro (Roma) a cura di Daniela Carpenti, sulla rivista lucana di varia cultura: LeuKanikà(2007) etc.

Si sono interessati alla sua poesia il compianto giornalista di  Rai 2  dott. Augusto Giordano, il critico Enzo Concardi , il critico Lucio Zaniboni ,la dott.ssa C. Baldazzi  ,saggista e critico letterario della Rai, la dott.ssa Tina Piccolo (presidente  del premio Pomigliano d’Arco), l’editore Guido Miano di Milano etc. La sua produzione in prosa e in poesia è stata molto apprezzata dal giornalista  dott. Ermanno Corsi, come mostrano due prestigiose  recensioni , apparse nella pagina della cultura de “Il Denaro” (Supplemento de “ Il sole 24 ore” e/o il Mattino): il 19 novembre 2011 e il 26 settembre 2015.
Si è classificata al III posto al Premio Segni di Pace(Assisi- 2024);
II classificata al Concorso “ Speciale Infanzia”  – Roma2023; II classificata a “ Speciale Donna”- Roma 2022; III classificata “L’anno che verrà” Roma 2021.
Premiata al IV concorso  per la Shoah e la Pace- Palmi (R. C.) 2024; al Concorso Litterae Florentinae  – Firenze 2023;  Concorso “Le Nove Muse”- 2023 – Napoli; Concorso  “Città del Galateo “ Roma- 2023-;  Concorso Cygnus Aureus –  Roma 2022.
Le è stato conferito “Master of  Pictorial Art” (Daman- india 2023);  Premio “ Illustris Cilento” – Pro loco  San Martino  – 2024;
II posto al Premio Poseidonia –Paestum 2024 con la silloge “L’io lirico urla”; Menzione di Merito al Premio letterario L’Azalea 2024(Roma) .  Recentemente le è stato conferito il premio “Universum Donna 2024” dalla Universum Academy  Switzerland e il titolo di Accademico  Onorario(Reggio Emilia).

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in IL TUO RACCONTO. Contrassegna il permalink.

1 risposta a “Livia” di Giuseppina Giudice

  1. Avatar di valdevitsilvio valdevitsilvio scrive:

    ( non per essere pubblicato ) Brava a tenere desto l’interesse fino alla fine. Quanto è scritto bene! Magari riuscissi a essere altrettanto concreto, chiaro, discorsivo. Che prezioso patrimonio conserva lo scrigno di questo nostro paese, tanto al femminile, gentile. Complimenti e tanti auguri all’autrice. svl

Rispondi a valdevitsilvioAnnulla risposta