“Ritornano le rondini?” di Maria Rosaria Teni

Nell’immaginario collettivo, il mese di marzo rappresenta una sorta di rinascita che, metaforicamente, apre tante finestre rimaste chiuse nei mesi invernali. La natura si risveglia, si veste di novelli cromatismi che brillano sotto i raggi di un sole sempre più audace, che non teme di invadere le prime timide violette, che un tempo romanticamente ornavano le scollature puritane di fanciulle in fiore. Liberate dalla coltre invernale, nei cieli sempre più azzurri, le rondini accennano ritorni, come recita un’antica canzone degli anni ’20, che mio padre cantava allo sbocciare della primavera: “Sotto la gronda de la torre antica/ Una rondine amica, /Allo sbocciare del mandorlo è tornata. / Ritorna tutti gli anni, / Sempre alla stessa data, / Monti e mare essa varca/ per tornar.” Un sapore d’altri tempi, note nostalgiche di una melodia soave, di dolci ricordi che sopravvivono a stento dinanzi all’invasione di minacciose macchine alate che solcano cieli di guerra, che gettano panico e seminano morte. Oggi viviamo un momento cupo, complicato, carico di tensioni e anche martoriato da notizie devastanti, tanto da non renderci conto di essere quasi assuefatti a vicende di cronaca che diventano sempre più inquietanti. Dove si sono persi i nostri sogni, in una società che macina corruzione, sguaiate espressioni di antico regime, turpiloqui e meschinità? Riusciremo ancora a ricordare quanto si è lottato per raggiungere quei diritti inalienabili che garantiscono il rispetto della dignità della persona umana, l’uguaglianza morale e giuridica, la libertà di opinione, di stampa, di riunione, di associazione, di religione, nonché il diritto all’istruzione, alla salute, al lavoro, alla giustizia che costituiscono il sistema di valori fondamentali sui quali si regge la società italiana? La realtà che percepisco è che progressivamente è come se stessimo perdendo per strada quei principi democratici, tanto faticosamente conquistati, che purtroppo non abbiamo apprezzato pienamente e che ora sono inglobati in un sistema sempre più autocratico. Tra l’altro, proprio oggi, in questa data dell’otto marzo, istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1977, è fortemente richiamata all’attenzione di tutti la questione dei diritti delle donne, incentrata prevalentemente su problemi che riguardano l’autonomia personale, l’istruzione, il lavoro e, più in generale, l’accesso agli spazi pubblici, portando in primo piano anche le violenze e gli abusi che subiscono le donne, sia in ambito lavorativo che familiare, con la consapevolezza di quanto ci sia ancora da fare per raggiungere una sicurezza tale da garantire il raggiungimento di quella condizione per cui una donna possa decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni con la possibilità di essere pienamente affrancata da ogni pregiudizio e paura. Scrive Virginia Woolf, nel suo celebre saggio “Una stanza tutta per sé”: “Per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell’uomo, raddoppiata rispetto alla realtà”; mi sento di dire che oggi sono bersaglio di uomini che scaricano le proprie frustrazioni, colpendo creature che ritengono debbano essere sottomesse e silenziose. È quindi il momento di non restare in silenzio, di non sottovalutare segnali e manifestazioni ambigue e coercitive, per tentare di arginare comportamenti sempre più minacciosi che ledono libertà sacrosante. La nostra rivista continua a sostenere la rubrica “A PROPOSITO DI DONNE”, aperta tutto l’anno, e disponibile a interventi da parte di chi voglia far sentire la propria voce e inviare contributi e approfondimenti. A marzo ritorna un’altra data importante: il 21, con l’inizio della primavera, ricorre la “GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA” e, anche in questo caso, si invitano i lettori e non solo, a inviare un proprio testo poetico o racconto o testimonianza, per celebrare questa giornata. Abbiamo ancora la grande opportunità di poter esprimere liberamente le nostre opinioni e di scrivere ciò che sentiamo e che viviamo ogni giorno, comunicando esperienze che aiutano a maturare un proprio pensiero e a evitare che si finisca col banalizzare e sottovalutare la libertà, di cui ancora possiamo avvalerci.
Maria Rosaria Teni

È possibile inviare i propri scritti alla redazione: Cultura Oltre

Marzo 

Dopo la pioggia la terra
è un frutto appena sbucciato.

Il fiato del fieno bagnato
è più acre – ma ride il sole
bianco sui prati di marzo
a una fanciulla che apre la finestra.

Giorgio Caproni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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