“Eraclito:il logos dell’anima nella natura” di Gabriella Petrelli

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Ho fissa nella memoria un’immagine. Ero seduta in uno scompartimento di un treno regionale. La mia destinazione era Brescia, il ritorno alla razionalità della vita dopo l’inquietante soggiorno al sud con i suoi drammi e ferite allora non sanati.
Il mio sguardo si perdeva nella gelida nebbia del paesaggio invernale. Un silenzio ovattato,una quiete cercata. Fino a quando la luce fioca del sole appariva all’orizzonte ed emozionata pensai: ecco il logos!
Avevo da poco finito di spiegare ai “miei ragazzi” i presocratici e mi ero profusa in una appassionata disanima di Eraclito che mi aveva sempre coinvolto emotivamente. Aĺlora non ne sapevo il motivo, ora ne sono maggiormente consapevole.
Eraclito è nato ad Efeso, colonia dell’Asia Minore, polis greca che aveva adottato la forma politica di governo democratico (oggi definiremo oligarchico) in cui una componente importante decideva le leggi della città da cui erano esclusi le donne, gli schiavi e gli stranieri. Eraclito visse piuttosto in solitudine, sdegnando i propri concittadini; scrisse aforismi oscuri considerando la filosofia come una sorta di sapere elitario non adatto a chiunque
La sua formazione aristocraticagli fece concepire la ricerca filosofica come un percorso sconosciuto ai molti che seguivano l’apparenza, l’ingannevole via.
Dei sensi,la superficie delle cose obliando il principio che governa l’universo e l’uomo:il logos
Il primo significato che viene attribuito al logos è gnoseologico. Esso è lo strumento della conoscenza che indaga,al di là dei sensi,svelando la verità del cosmo. Il logos è anche l’essenza di ogni cosa, è ciò che unisce la verità cosmica con la profondità della nostra anima. Cercare il logos significa ritrovare sé stessi nel cosmo e l’ universo in sé stessi. Il logos è poi la parola universale che esprime il senso del tutto.
Ma perché il logos che è presente in tutti gli uomini non viene ascoltato?Essi,afferma Eraclito,si comportano da imberbi come se il logos non ci fosse.
Esiste una razionalità nel mondo che riflette quella dell’umanità ma i dormienti si affidano alla particolarità del loro mondo ,vivendo in un sogno illusorio che allontana dal fondamento del tutto.
Ma quale è la verità, il principio di ogni cosa? L’armonia discorde,il fluire continuo degli opposti.
Polemos è il dio che continuamente crea dissidio tra gli elementi, ponendo un perenne conflitto tra di essi.
Ma allora caos governa il mondo? No perché gli opposti “vivono l’uno dell’altro”ed il loro contrasto è necessario all’ordine delle cose. L’armonia nasce dall’opposizione e dal continuo fluire degli elementi.L’assoluto è pluralità in movimento così come la vita stessa.
Eraclito assurge a simbolo di tutto ciò, il fuoco che distrugge ogni cosa ma nello stesso tempo ciò che riscalda e protegge Per Eraclito la natura è divina e non va considerata nei suoi elementi particolari ma nella sua totalità. L’uomo è all’interno della natura ed il suo intento deve essere quello di ritrovarsi nella natura dove la sua esistenza ha,dunque,uno scopo.
Il mio treno, attraversando la fredda pianura del nord,era giunto alla sua meta.
Pensavo che forse anche i miei elementi conflittuali avrebbero potuto trovare un ordine razionale ed un loro senso.
Gabriella Petrelli

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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