E per questa nuova prossima ricorrenza del 25 novembre in cui si ricorda la violenza contro le donne, ho sentito l’esigenza di parlare di una donna estremamente coraggiosa e veramente eccezionale, e cioè l’artista afgana SHAMSIA HASSANI.
La Hassani è nata nel 1998 a Teheran, dove i suoi genitori erano emigrati, sempre per sfuggire all’orrenda miope dittatura che opprimeva il loro paese, l’ Afghanistan, ed è tornata nel suo paese, dopo la prima cacciata dei Talebani, soltanto nel 2005.
Sin da bambina aveva coltivato l’amore per la pittura e finalmente iniziò a studiare Arte all’Università di Kabul – facoltà proibita durante il dominio talebano.- ed, una volta laureata, vi trovò lavoro come docente incaricata ed in seguito professoressa di scultura presso sempre la stessa Università, sino, purtroppo, al ritorno dei Talebani.
Attualmente SHAMSIA è costretta a vivere nascosta – e di continuo rischia letteralmente la vita – in qualità di artista STREET WRITER a favore delle donne, considerate soltanto oggetto di desiderio maschile e fattrici, pressoché senza diritti e con rischio continuo, anche per piccole sbavature, di prigione, torture e morte.
La Hassani con i suoi stupendi MURALES – che non si sa come e quando, sfuggendo a tenaci controlli, riesce a realizzare e che infatti vengono al più presto cancellati – porta avanti una costante battaglia nei confronti delle donne ed il suo è veramente un messaggio molto forte che mostra il coraggio della ribellione verso la tirannia e vuole rappresentare – con le sue dolci e delicate figure femminili, che danzano, suonano o provano ad intenerire con omaggi delicati i loro carcerieri e torturatori – la speranza di una liberazione.

Invito tutti voi che mi state leggendo, a visionare con attenzione le opere di questa singolare artista, da ammirare sia per la sua indubitabile bravura che per il suo indomito coraggio.
MYRIAM AMBROSINI
