Il punto di vista – “Le Olimpiadi di Francia” – di Mariantonietta Valzano

lente ingrandimento

“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

Si sono concluse le Olimpiadi e, mentre sto scrivendo, tra breve inizieranno le Paraolimpiadi. Ho sempre seguito con interesse entrambi i tipi di manifestazione sportiva, auspicando che un giorno si possano fare in parallelo, ma questa estate le Olimpiadi francesi mi sono sembrate un po’ troppo soggette a dei punti di criticità.

La prima all’inaugurazione, dove forse la satira o il laicismo avrebbe dovuto avere più stile. Francamente la regina Maria Antonietta con la testa in mano non mi ha dato una sensazione né di eleganza e né di opportunità; pareva più una rappresentazione un poco “splatter” alla Quentin Tarantino che una rievocazione storica. Poi aggiungo che, a mio parere umile e non del settore ma solo come telespettatrice, avrei evitato di svilire l’Ultima Cena di Leonardo, se non per motivi religiosi, che ormai hanno abdicato a un laicismo diffuso e a volte di moda più che di sostanza, per motivi di opportunità e buon gusto. L’integrazione, la tolleranza, la promozione e l’accettazione di ogni persona sulla faccia della Terra e oltre, se possibile, passa per avere l’opportunità di esimersi dai soliti “trend” della trasgressione, tanto inutili a dimostrare qualcosa, tanto ormai diventati “luogo comune” quasi banale e soprattutto privi di buon gusto, in una capitale europea che tanto ha voluto individuarsi come icona di stile ed eleganza.

Detto ciò passerei ad un pragmatismo che non è stato affatto protagonista in queste Olimpiadi. Va benissimo, è quasi un obbligo ormai, tenere conto della salvaguardia dell’ambiente, ma con la torrida estate che stiamo ancora vivendo, non credo si siano abbassati i parametri di inquinamento per aver privato dell’aria condizionata o di un comodo letto gli atleti e le atlete. È stato inutile quanto bizzarro l’esito di coloro, i quali economicamente, o a livello di federazione, potevano permettersi un albergo, si sono trasferiti in hotel più adeguati alla situazione. Forse anche gli ostelli oggi sono provvisti di aria condizionata e di matetassi decentemente comodi.

Comunque tutto questo è solo il mio punto di vista, come sempre opinabile.

Tuttavia due cose non sono opinabili: l’inquinamento della Senna che ha causato a qualche atleta problemi seri di infezione da Escherichia Coli, come la belga Claire Michel; il secondo è la bellezza molto colorata e molto multirazziale o etnica, o come si voglia dire, delle delegazioni e delle squadre olimpiche. FINALMENTE la storia non ha dato ragione a chi basso, coi capelli scuri e occhi neri, andava propugnando la purezza di una tipologia di umano, alta, bionda e con gli occhi chiari.

C’è un meraviglioso “melting pot” in ogni nazione. Questo dà il senso di ciò che nel mondo, in un costante movimento, è venuto a crearsi.

Non ci sono i purosangue, ci sono le persone e le appartenenze che vanno oltre i tratti genetici, germinando da fattori di integrazione, accoglienza, accettazione di un nuovo territorio. Soprattutto vi è il fattore “contributo” cioè faccio parte di una nuova realtà, o a una realtà a cui sono arrivato/a o meglio ancora in cui sono nata/o posso dare il mio contributo affinché questa realtà migliori, riempiendo ogni lacuna che mi allontana da essa. Questo accade gia da tempo nello sport, ma se accadesse nello stesso modo sistematico anche nella società, certamente cadrebbero le basi su cui si sono costruiti i nuovi ghetti, che hanno portato nella società tanti fenomeni pericolosi come razzismo e bande criminali, anche di giovanissimi.

Forse quello che di più ci resterà nel cuore di queste Olimpiadi, non saranno le medaglie, ma le persone. Le persone che ne hanno preso parte dimostrando che un mondo “variopinto” non è un mondo brutto.

Mariantonietta Valzano

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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1 risposta a Il punto di vista – “Le Olimpiadi di Francia” – di Mariantonietta Valzano

  1. Avatar di Antonella Frattolillo Antonella Frattolillo scrive:

    Concordo con te in tutto, al di là del laicismo, lo spettacolo iniziale é stato kitsch, sembrava di stare a Hollywood invece che a Parigi. Mi ha colpito l’immagine della regina Maria Antonietta decapitata con in mano la sua testa che cantava: un’immagine da film horror!

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