C’è la storia in questa lirica che, con il suo ritmo classico e la sua struttura elegante, rende protagonista l’umile grano da cui trae vita l’umanità tutta. Il poeta Zaniboni, con metafore e ricorso a personalissima versificazione, sottolinea la magia nascosta nella profondità della terra e rende il simbolismo insito nel ciclo eterno della natura, da cui affiora la visione del futuro. [ Maria Rosaria Teni]
Un solco, soltanto un solco,
una fenditura nel terreno,
una traccia al seme biondo,
come scrigno a una perla,
come scollo a pendente
o ferita rosa all’amante irruente.
Un solco, a iniziare lento il germoglio
che dal suolo emergerà verde a primavera
e darà origine all’oro che sfarina in pane.
Un solco, Remo perse la vita
a causa sua, ma Romolo
era inteso a consacrarlo al mondo,
a quella progenie che da lui discese
e si espanse sulla terra,
spargendo civiltà e insieme guerra.
Un solco, soltanto un solco,
a creare con la morte, il futuro.
lucio zaniboni

