IN PROSA E IN POESIA : “Tonino Guerra, il poeta dell’anima  ” di Anna Maria Geraci

in-prosa-e-in-poesiaTonino Guerra: «Vorrei tanto […] farmi ricordare non come qualcuno che ha fatto tanti film e ha scritto delle parole poetiche, ma come qualcuno che dice agli altri di avere coraggio. Vorrei dire agli altri che il rumore della pioggia è stupendo, e la caduta della neve che imbianca tutti i pensieri è meravigliosa».
Un viso mite e benevolo, dei simpatici baffetti che gli incorniciano le labbra, due occhi scuri e appuntiti… è lui, è Tonino Guerra (1920 – 2012 Santarcangelo di Romagna) poeta, sceneggiatore, scrittore, artista multidisciplinare e attivista. Forse la maggior parte del pubblico italiano ricorda il suo viso soltanto per un celebre spot dell’Unieuro dei primi Duemila, dove il maestro recitava l’arcinota frase, ormai vero e proprio mantra: «Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita!».
Eppure, Tonino Guerra è un nome importante in ambito cinematografico e non solo, infatti, ha collaborato con tutti i più importanti artisti, registi e attori nazionali e internazionali. Fra questi basta citare Antonioni, Fellini, De Sica, Rosi, Monicelli, i fratelli Taviani, Angelopoulos, Tarkovskij, Wenders per rendersi conto dell’incredibilità della sua carriera, che conta più di centoventi pellicole e numerosi lavori anche per la televisione e il teatro.
Tonino Guerra: «Io ho sempre avuto passione per l’immagine e sempre i critici hanno detto, leggendo le mie prime poesie in dialetto, che erano cariche di immagini. Così quando mi è capitata l’occasione di andare a Roma e mettermi nel cinema sono stato felice; felice non perché volevo abbandonare la parola, che non ho mai più abbandonata, ma volevo affondare in quella grande dimensione dell’immagine. Quindi il cinema era una fuga non da me stesso, era un modo per entrare meglio dentro me stesso e scoprire quelle parole che volevo io e con una carica d’immagine che ho sempre avuto paura di non trovare». [Martini G. (a cura di), Tonino Guerra, coll. Una regione piena di cinema, Cinecittà Holding, Modena, 2004, p. 13].
Accanto all’attività di sceneggiatore, però, è sempre stata presente anche quella di poeta e scrittore. Impossibile non citare la sua poesia più famosa, intitolata La farfalla, composta dopo l’anno di prigionia passato a Troisdorf, in Germania (1945), e scritta in dialetto santarcangiolese (Rimini), suo paese natio. Dopo la traumatica esperienza inizia a scrivere e pubblicare i suoi lavori, dove sarà sempre presente il simbolo, di libertà e bellezza, della farfalla e l’utilizzo del dialetto, come lingua vicina ai ricordi, alla memoria e alla verità. Dopo l’esperienza dell’insegnamento, si innamora del cinema e scrive la storia della cinematografia nazionale e internazionale, con una serie nutritissima di premi e riconoscimenti da tutto il mondo. Fra questi citiamo: un Premio Oscar al miglior film straniero per Amarcord (1975, scritto insieme a Fellini); quattro David di Donatello (1981: Tre fratelli di Francesco Rosi, 1984: E la nave va di Federico Fellini, 1985: Kaos dei fratelli Taviani, 2010: David di Donatello alla carriera) e cinque Nastri d’Argento alla miglior sceneggiatura (1963: I giorni contati di Elio Petri, 1974: Amarcord di Federico Fellini, 1983: La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani, 1985: Kaos dei fratelli Taviani, 1991: Il male oscuro di Mario Monicelli). Seguono una moltitudine di altri premi e riconoscimenti da tutto il mondo, specialmente dalla Russia, sua patria del cuore e terra d’origine della musa, poi moglie, Eleonora Kreindlina (conosciuta come Lora Guerra).
Ancora oggi, proprio Lora, dalla casa museo di Pennabilli, chiamata “La casa dei mandorli”, amorevolmente cura, custodisce e promuove la memoria di questo grande personaggio contemporaneo. Pennabilli, nell’entroterra riminese, vicino San Marino, è un posto magico, una perla del Montefeltro e della Valle del Marecchia, dove Tonino, dopo i successi romani, decise di stabilire la sua dimora. Il paesino è un concentrato di poesia, e tutto sembra impregnato dell’anima del maestro, infatti, oltre la meravigliosa Casa dei mandorli (Via Tonino Guerra n. 1), si possono ammirare una sconfinata e toccante serie di istallazioni, fontane, sculture e frasi, realizzate grazie al supporto di artisti e personaggi locali e non, che richiamano alla memoria e rendono omaggio al mondo fantastico e creativo del cinema, alle tradizioni contadine e religiose, alle filosofie orientali e ai simboli ambientalisti (Museo diffuso I luoghi dell’Anima).
Tonino Guerra: «[…] sento in questo momento il bisogno di ritrovare un po’ di armonia, mi sento un po’ orientale, un po’ zen… Del resto la Romagna è Oriente, Ravenna è la città più orientale d’ Europa. Guardandomi intorno ho la sensazione che il successo materiale ci ha svuotati dentro, che rischiamo di finire tutti senz’anima, come macchine. Io credo che sia importante dare dei piccoli segnali, fare delle piccole cose, ma concrete. Innanzitutto conservare il nostro patrimonio di bellezza, che è grande e minacciato. Per esempio se qualcuno di quei turisti che stanno su quell’orribile litorale, con tutti gli alberghi sulla riva che impediscono di vedere il mare, che ce lo chiudono o chiudono noi da lui… ecco, se qualcuno venisse su nell’ entroterra e guardasse, potrebbe vedere la bellezza antica di questa valle, e di tutti i posti come questo che ci sono in Italia. Per questo è importante conservarli, guardare che non siano rovinati. Per esempio, i colori delle case: non devono stonare con il resto del paese, o con il bosco, se sono isolate. Ci sono oggi delle case tutte bianche che sembrano dentiere sulle colline… Io, con qualche amico, do dei consigli alle amministrazioni, cerco di aiutare, e di fare qualche intervento piccolo, che non disturbi, ma che sia il senso del presente… Non è difficile, sai, fare qualche cosa. Basta essere in pochi, ma battersi. Se ce ne fossero degli altri, come noi, in giro, si potrebbe combinare molto» [Volli U., Tonino Guerra parola di poeta (articolo web), in «La Repubblica», sez. Archivio, 6 luglio 1994]
A Pennabilli, nella sua amata Casa dei Mandorli, trascorrerà circa l’ultimo trentennio della sua vita, a contatto con la natura e curando moltissime cause, fra cui la salvaguardia del suo territorio. Morirà il 21 marzo 2012, giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco e primo giorno di primavera.

Un montanaro quando si è accorto

che stava per morire

ha cominciato a salutare la sua roba.

Agli alberi da legna

che erano sotto la montagna

gli ha detto che lo dovevano perdonare

se gli aveva rotto le braccia per venderle ai fornai.

Agli alberi da frutto ha cominciato ad accarezzare

le pere, le mele e le susine

che erano cariche di sole.

A tutte le foglie dell’orto: l’insalata

la cipolla e i cavoli,

gli ha dato un’occhiata lunga.

Poi, prima di mettersi a letto

che si sentiva molto stanco,

è arrivato a salutare un fi lo d’acqua,

buona da bere, che sgocciolava da una roccia

come fosse un respiro bagnato

e le ha detto: “Acqua che vai giù

fi no a marina saluta il mare

che ho visto una volta soltanto

e mi ha fatto grande impressione

perché da quassù è soltanto

una riga lunga e blu”

[Guerra T., Piove sul diluvio, in Cesari L. (a cura di), Tonino Guerra. L’infanzia del mondo. Opere [1946.2012], Vol. 2, pp. 1877-1878]

Oggi, a curare la sua memoria, oltre la vedova Lora, ci sono l’Associazione Tonino Guerra e il gruppo Facebook Tonino Guerra Per Sempre, gestito da Mauro Burani, Mario Rossi e Anna Maria Geraci. Questo gruppo, recentemente, fra le molte iniziative intraprese, ha lanciato anche un appello e una raccolta firme per dedicare, al Cinema Modernissimo di Bologna, una poltrona a Tonino Guerra. A giugno, anche Lora ha lanciato un appello, tramite social, alle istituzioni per salvaguardare la memoria del maestro e salvare i posti a lui dedicati.
Lora Guerra: << […] Sono riuscita ad ottenere due riconoscimenti per la casa museo di Tonino Guerra. È stata riconosciuta come casa delle persone illustri dell’Emilia-Romagna e come casa della memoria d’Italia. Molto prima abbiamo ricevuto dall’Accademia del cinema europeo la targa dove è scritto che questa casa e questo posto a Pennabilli sono molto importanti per la storia del cinema europeo. Ma più di questo non riesco a fare. Ho incontrato il Sig. Felicori, con il quale avevo un appuntamento online, al quale era presente anche Emma Petitti, chiedendo alla Regione Emilia-Romagna di prendersi cura di questo posto e, soprattutto, della casa museo di Tonino. Magari la Regione potrebbe acquistare questa casa aiutata da qualche Banca o da un Ente dell’Emilia-Romagna o da un imprenditore privato perché questa casa possa rimanere anche dopo la mia scomparsa un posto pubblico per tutti i visitatori che vorrebbero vedere la casa museo di Tonino Guerra. I soldi ricavati potrebbero servire, oltre che per il restauro della casa, anche per lo stipendio di un segretario o segretaria per poter svolgere i programmi culturali e anche comunicare con le altre case museo dell’Emilia-Romagna. Io sogno che sarà fatto un percorso turistico dal Castello Malatesta, dove risiede il museo di Federico Fellini, fino al “mare verde”, come diceva Tonino, del Montefeltro, arrivando alla casa del Poeta. Ho scritto chiedendo un aiuto a tutti gli amici di Tonino che potrebbero aiutare in questa impresa non facile, soprattutto oggi. Spero tanto che Vittorio Sgarbi, Carlin Petrini, Farinelli, Oscar Farinetti (che mi ha risposto suggerendomi di chiedere tutto ciò in Emilia Romagna con la quale lui non c’entra niente) o Wim Wenders (che mi ha risposto in maniera molto gentile) e tutti gli altri ai quali ho scritto e che non hanno risposto, possano dare alcuni consigli. […] Tonino è nato nella piccola Santarcangelo, una cittadina che ha cercato di salvare due volte, quando dopo la guerra volevano distruggere le contrade da Tonino sono venuti tutti i nuovi dirigenti comunali, buoni ragazzi, come diceva lui, e hanno detto a Tonino di aver avuto una idea geniale “buttiamo già tutte le contrade e costruiremo un ospedale per tutti, grande e bello”. Tonino ha risposto: “voi siete pazzi ragazzi. Se distruggiamo il passato, distruggiamo anche il nostro futuro”. Adesso a Santarcangelo già da due anni è chiuso il museo di Tonino, museo privato, creato dall’Associazione di Tonino Guerra. Nella casa dei Poeti non c’è l’archivio letterario che lui ha destinato a Santarcangelo. Dalla Pro Loco, in dieci anni di guida da parte dei buoni ragazzi che guidavano il paese, non è stata fatta nessuno mostra dedicata a Tonino Guerra. La mia proposta è stata questa: fare una mostra dedicata a Tonino nella Casa della Poesia riportando l’archivio letterario in modo da ritrovarsi con poeti, amici e i grandi poeti dialettali di Santarcangelo e anche, al più presto possibile, riparare le infiltrazioni dell’acqua nel monte della pietà dove il povero cavallo di legno piange di notte aspettando la riapertura delle porte. La guida della Loco potrebbe spiegare là ai turisti che Tonino ha creato per il paese due fontane, ha inventato esteticamente la Sangiovesa, dove c’è ancora il ristorante che appartiene a Manlio Maggioli, liberando, con il sindaco Cristina, la piazza Ganganelli dalle macchine. Sui muri di Santarcangelo sono appese le targhe che raccontano le storie dei personaggi del paese. Anche il ristorante Zaghini è allestito da quadri e stampe basate sui disegni di Tonino ed è la memoria storica di tutti i personaggi che ha portato Tonino a Santarcangelo. Per l’ancora più povera Pennabilli Tonino ha creato i luoghi dell’anima con tutti gli amici. Anche il famoso orto dei frutti dimenticati ha bisogno di cura continua e il museo ha bisogno della presenza fissa di una segretaria o di un segretario che potrà svolgere un lavoro continuo, come succede in tutti i musei del mondo, e non basarsi solo su volontari o persone che ricompenso io. Non avendo alle spalle delle grandi città Tonino aspetta la sua gente di Romagna, nonostante i suoi libri non siano stati stampati negli ultimi sei anni, continuano a venire persone che mi riconoscono per la strada e dicono: “Tonino era un grande uomo, il maestro della vita”. Abbiamo bisogno adesso dei maestri della vita perché abbiamo perso tutti gli ideali e la fede nella cultura e nella bellezza che difendeva Tonino Guerra. Nell’ultimo periodo ripeteva sempre “La bellezza è già una preghiera”. Spero che qualcosa arriverà dall’amministrazione attuale di Pennabilli che ha “le orecchie tappate” nei confronti della cultura>>.
Buon profeta, il maestro Guerra scriveva di sé: «Io sarò utile dopo. Sarò utile poi. Quando all’umanità serviranno le favole e quando l’infanzia conquisterà di nuovo la fantasia che le è stata sottratta dalla modernità». [AA. VV., Ass. Pro Loco Pennabilli (a cura di), Pennabilli. Storia, territorio, musei, Pennabilli (RN), 2019, p. 56]

Un grido al mondo

La nostra preoccupazione per gli altri

ha finestre medioevali, così dalle nostre bocche

escono soltanto piccole parole che cadono

sui piedi come chiodi arrugginiti.

Dobbiamo gridare parole grandi

che valgano per tutti e siano piene d’acqua buona

per le popolazioni, gli animali e le piante

assetate, che diano movimento alle braccia ferme

e senza gesti di mestieri, che siano cariche

di attenzione per l’infanzia disperata:

INSOMMA che non siano parole per questo uomo

o per l’altro, né per questa pelle o l’altra,

siano per l’umanità così da creare un grande

SOGNO COLLETTIVO.

[Pennabilli, 1° maggio 2000, Tonino Guerra].

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AANNA MARIA GERACI, nata nel 1999, è laureata in Letteratura, Lingua e Cultura Italiana, curr. Filologico, e vive a Milazzo (ME). È un’appassionata di lettura, teatro e giornalismo. Amante della natura e del trekking, ha prestato servizio come capo scout nella sua città.

Da alcuni anni si dedica allo studio e alla ricerca di uno dei suoi poeti preferiti, il poliedrico Tonino Guerra. A lui ha dedicato il suo saggio “Mangiare una farfalla: cinema e poesia di Tonino Guerra” https://www.ilpontevecchio.com/home/342-mangiare-una-farfalla-cinema-e-poesia-di-tonino-guerra-9791259783158.html  (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2024). Oggi cura, come amministratrice, il gruppo Facebook “Tonino Guerra Per Sempre”.    Geraci Anna Maria

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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