Le donne nel secondo Novecento- a cura di Maria Rosaria Teni

Proseguendo nella breve narrazione della storia delle donne nel XX secolo, in questo spazio mi soffermerei sul secondo Novecento, all’indomani della seconda guerra mondiale che, per certi versi, si può dire  costituisca un’occasione di emancipazione per le donne, che sono spinte ad andare a lavorare per occupare i posti lasciati liberi dagli uomini partiti per il fronte. Nelle società occidentali infatti  è in forte crescita l’occupazione femminile, in grande espansione l’ accesso delle ragazze all’istruzione superiore e crescente il riconoscimento formale dei diritti alle donne. In Italia, la Resistenza vede poi molte figure femminili impegnate a vari livelli nell’ Assemblea Costituente del 1946; votata a  suffragio universale, registra la presenza di ventuno donne di grande autorevolezza che fissano, tra i primi articoli della Costituzione, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua” (articolo 3). In questi anni ha inizio anche la diffusione di una cultura di massa e la crescita lenta ma continua di un pubblico di lettrici che presto supererà quantitativamente quello dei lettori. Non sono poche infatti le scrittrici che, pur avendo esordito prima della guerra, trovano nel clima di pace del dopoguerra e della ricostruzione un nuovo spazio per narrazioni ricche e pienamente inserite nella ricerca letteraria contemporanea. Si affacciano sulla scena letteraria, e non solo, scrittrici di sicura professionalità, interpreti anche di culture diverse, la cui produzione si estende fino agli anni ’70.  È il caso di Fausta Cialente e di Alba De Céspedes, Elsa Morante e  Maria Bellonci, Dacia Maraini e Clara Sereni, donne di grande personalità  coinvolte nei movimenti letterari del tempo, autrici di testi di successo accolti bene anche dalla critica. È mia cura, tuttavia, evidenziare  due voci poetiche di altissimo livello che rifulgono nel secondo Novecento, offrendo una produzione ricchissima e varia, indissolubilmente legata a un profondo disagio e ad un intrinseco dolore di vivere, toccando vertici alti nella poesia e nelle vicende esistenziali: parliamo di Amelia Rosselli e di Alda Merini, che dimostrano sin dagli esordi una grande capacità lirica e una profonda sensibilità. Inoltre è proprio in quegli anni che nascono varie riviste e piccole case editrici specializzate dal momento che anche i grandi editori cominciano a scoprire le potenzialità di un mercato nel quale le autrici dimostrano un nuovo protagonismo. Una delle conseguenze culturali più durature degli anni settanta è proprio rappresentata da una nuova attenzione critica verso la scrittura femminile con la consegunte formazione di un ampio pubblico di lettrici.

Tanta strada è stata fatta, tanta ancora se ne dovrà fare perché se è vero che sono cadute molte barriere sociali e culturali che ostacolavano le donne nella conquista legittima della  libertà e dell’indipendenza, sopravvivono ancora ingiustizie e discriminazioni nei confronti del sesso femminile. Non è concluso dunque  il cammino delle donne, ma si continua, tuttavia, a percorrere la strada della della vita, perché ormai abbiamo capito che la forza delle donne è inesauribile…

Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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