La metafora dell’acqua che fluisce e rigenera, dando la vita generosamente, offrendo ristoro ad anime assetate di bellezza, in un mondo devastato da valori alla deriva. C’è tutto un affresco poetico che simboleggia lo spirito di una lirica raffinata e colta, con chiaro riferimento alla grande sensibilità dickinsoniana, che rifulge come brillìo di rugiada su aride foglie secche. Una poesia che nasce dal cuore del poeta e che irrora le nostre coscienze, dissetate alfine dai versi. [M.R.Teni]
E della mia vita?
…Acqua ero!
Limpida, fresca, chiara, sorgiva… Polla e fonte
e mare e fiume
e zampillo e oceano e goccia…
Chiaro, azzurro, blu, glauco…di lago verde,
tra monti…
di isole alla deriva
acqua!
Fluente, sgorgante, impetuoso, poi…
immoto.
D’onde e lidi spumoso avventore.
E oggi…
pertugio, passaggio,
forame della mia secchia che mi conteneva.
Di me stesso mi svuoto!
Per quante esistenze mi esondai?
Vero che l’acqua la insegna la sete,
fulgente Emily, ma è d’anima arsura
I’esser perdita e scialo,
per chi, non imparando la vita,
il cielo si gioca.
Verdeggiare l’istante
sarebbe il mio canto di cigno.
Basterebbe sentirmi ancora goccia
per affogare il rimpianto.
Antonio Teni


Tonio ti ringrazia di cuore
bellissima poesia. complimenti Tonio, sei un mito!