“L’esclamazione, che ricorre spesso nella lirica dolente e intimistica di Rita Mazzotta Mazzotta, contribuisce a sottolineare un particolare stato emotivo che si enfatizza proprio attraverso l’intonazione data a una parola o a una frase. In realtà è questa una poesia realistica che rappresenta un particolare momento vissuto dalla poetessa e l’interiezione esprime efficacemente un sentimento doloroso dinanzi alla consapevolezza di aver perduto la libertà di scegliere la propria solitudine. Può apparire paradossale, ma nella situazione in cui siamo oggi, posti di fronte all’inevitabile necessità di non avere contatti per non rischiare di essere contagiati, il ricordo di una solitudine agognata diventa un ossimoro ed è motivo di profonda amarezza”.[M.R.Teni]
Ricordi amica mia come t’invocavo!
Ti adoravo, mia cara solitudine,
ti cercavo nella moltitudine!
Desideravo persino un capanno
e senza alcun indugio
cercavo un rifugio.
Qualunque eremo mi parea una reggia
gioivo persino nella foresta più selvaggia
e tutto per me era una festa!
Oggi son prigioniera di queste quattro mura
son qui ad attendere la mia sorte futura.
Se non avrò degna sepoltura,
regalatemi una prece
avrò almeno degna pace!
Rita Mazzotta Mazzotta

