In primavera,
nel giardino della mia infanzia,
le spadacciole fioriscono puntuali,
tra la candida raffinatezza delle calle,
vestigia delle operose mani materne.
Trafiggono il respiro.
Conducono con levità ai ricordi –
I panni stesi al sole nivei e odorosi,
sfondo al rosso scarlatto
delle rose di Santa Rita, ormai perdute.
Coreografia di canti e giochi infantili.
M’appari cara madre,
tra la bellezza di questi fiori,
come un’illusione ipnagogica.
Sento le tue esortazioni
all’ottimismo, le tue novelle,
dense metafore di vita,
che strappano un sorriso
anche ora che non ci sei più.
Il tuo ricordo è una carezza al cuore,
trattiene le lacrime impudenti
che imperlano gli occhi.
Affiora un sublime odore
di meraviglia.
Maria Rosaria Perrone
“Le farfalle continuano a volare” ed.CulturaOltre – Youcanprint.
