“I PREDILETTI DEL SUOLO E IL LORO SIGNIFICATO : LA DAHLIA” di Maria Rosaria Perrone

 Scrivere della dahlia mi emoziona, perché mi riporta al giardino della mia infanzia, dove era presenza indiscussa, insieme a zinnie e topinambur e la mia mamma se ne curava.
La dahlia o dalia ha origini molto antiche, proviene dal Messico e gli Atzechi la coltivavano perché utilizzavano i suoi tuberi come alimento, la chiamavano “ cocoxochitil” il cui significato era fiore a cannuccia per il fusto cavo che usavano come tubo per far defluire l’acqua. La dahlia dal 1963 è il fiore nazionale del Messico. In Europa fu introdotta nel XVIII secolo e il suo nome fu dato in onore del botanico svedese Anders Dahl.
 Appartiene alla famiglia delle Asteraceae, ne esistono diverse specie oltre a numerosi ibridi. I fiori possono essere semplici a margherita, oppure doppi o stradoppi con splendidi colori che vanno dal rosso, al rosa, al viola, al bianco, al giallo e variopinti.
In Olanda sin dal 1936 la prima domenica di settembre si svolge una sfilata chiamata Corso Zundert, una parata di carri allegorici in cartapesta decorati con fiori artificiali con moltissime dahlie. Per la sfilata pare che si utilizzino oltre otto milioni di dahlie, quasi tutte coltivate a Zundert.
 In Italia, invece, dall’ultima decade di luglio fino alla fine di ottobre si può visitare il “Labirinto delle dahlie” presso i giardini botanici di Villa Taranto a Verbania, dove ci sono 1.700 piante fiorite di dahlie che comprendono oltre 350 varietà, disposte in un affascinante gioco di colori, forme e altezze.
Sulla dahlia c’è una bella leggenda narrata da Paolo Mantegazza*, ne riporto una mia sintesi:
 La leggenda racconta di un convento, dove la badessa era scelta in virtù della sua bravura di realizzare fiori artificiali. In questo convento l’unica a saperli realizzare era suor Teodolinda e fu scelta per molto tempo Suor Teodolina, però, aveva dei modi bruschi e una natura rigida e crudele, pertanto non era molto amata da quasi tutte le consorelle. Un giorno arrivò in convento suor Gentile, che avendo lavorato come fioraia, anch’ella aveva l’abilità di realizzare fiori artificiali.
 Arrivò il momento di scegliere la nuova badessa e le monache, dopo la realizzazione dei fiori di suor Teodolinda e di suor Gentile, erano indecise sulla scelta. Fu interpellato l’arcivescovo affinché potesse giudicare i due mazzi di fiori, ma anche l’arcivescovo non seppe quale scegliere perché i due mazzi erano identici, poiché suor Conchita, seguace di suor Teodolinda, aveva spiato il lavoro di suor Gentile e rapportato a suor Teodolinda in cambio di favoritismi. Fu così che l’arcivescovo decise di mettere i due mazzi di fiori vicino alla statua della Madonna e cantare con determinazione “Vieni creator spiritus” e attendere da lei un segno. Si vide la Madonna alzare il braccio destro e dirigerlo verso il mazzo di fiori di suor Gentile, si grido al miracolo! I fiori furono trasformati in splendide dahlie e suor Gentile divenne badessa del monastero, mentre suor Teodolinda, non ancora vecchia morì d’itterizia.
Nel linguaggio dei fiori la dahlia è simbolo di gentilezza, dignità e regalità.
 Maria Rosaria Perrone

Sulla gentilezza…

Nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia,

 è mai sprecato.

 (Esopo)

* Leggende dei fiori-1890,Paolo Mantegazza

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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