Intensa e accorata, la lirica di Silvio Valdevit Lovriha che segue lo schema dell’endecasillabo e ricorda sua madre con una tenerezza infinita e perenne. Nelle sembianze della figura materna il poeta rivive il suo percorso di vita e lo sublima attraverso una visione iconica che esprime l’amore di un figlio che non si affievolisce nemmeno con la morte. [Maria Rosaria Teni]
A mia madre Stanislava Lovriha
Ricordo i tuoi occhi azzurri
come il colore del più bel mare.
Assai travagliata vita, dura
sempre solo incerta, mai sicura.
La schiena curva, quanto faticare,
e gioie ignote, invero rare.
Colta fosti pur da un grande male
ultimo ti vidi nello spedale.
Destino avaro di donna buona
con tutti umana, una icona.
Silvio Valdevit Lovriha

ph Alessandra Margiotta
