L’ottava edizione del premio letterario nazionale Vitulivaria-memorial Gerardo Teni, appena conclusasi, era dedicata alla Libertà, appositamente designata con la maiuscola per il valore intrinseco e polisemico della parola. Mi sta molto a cuore sottolineare limportanza di un’espressione che abbraccia tanti campi semantici, molti dei quali di un’attualità straordinaria. Proprio in questa edizione, Bruno Coveli, un autore di Villalagarina, in provincia di Trento, ha ricevuto il 2^Premio ed il Premio Speciale “Artisti per Peppino Impastato” con cui il Premio Vitulivaria è gemellato, per la poesia “Lotta per la libertà”, dedicata al patriota trentino Giovanni Rossaro-contadino-eroe della liberazione.

Sento il dovere di ringraziare il poeta Coveli per averci dato l’oppertunità di conoscere quest’uomo coraggioso che, per la libertà sua e nostra, ha sacrificato tutto il sacrificabile, insieme a tutta la famiglia. E per puro destino, è riuscito a “sopravvivere”, tornando nei suoi campi a fare il contadino. Sono queste le occasioni belle che ci aiutano a comprendere quanto si sia lottato per conquistare la libertà e quanto sia preziosa in ogni tempo e in ogni luogo.
Giovanni Rossaro nasce il 4 LUGLIO 1901, a “Maso Cibola” sull’altipiano di Pedersano, il località Cesuino nel Comune di Villalagarina. Primogenito di sette figli (3 maschi e 4 femmine) dal padre Gioacchino, contadino mezzadro e dalla madre Giovanna, insegnante elementare. Frequenta con profitto le scuole elementari a Pederzano, fino all’età di 14 anni. -Finita la scuola incomincia a lavorare nei campi, per la famiglia e conto terzi. -Fin da giovane dimostra una particolare predisposizione per la matematica e la musica. Entra giovanissimo nella Banda musicale “Fratelli Fontana” di Pomarolo, dove diventa “primo trombone”, ma suona anche cornetta e tromba. Compie il servizio militare dal 5 giugno 1922 al maggio 1923, nel 9° Reggimento Alpini Battaglione “Bassano”. Viene a casa con l diploma di buona condotta. Negli anni successivi legge riviste e opuscoli “proibiti” che si procurava al mercato nero, che mettevano in evidenza tutte le incongruenze e mistificazioni del fascismo. Nel 1929 nasce in lui una profonda convinzione “antifascista”. Negli anni successivi conosce e frequenta altri antifascisti della Vallagarina, tali Remo Costa, Giovanni Calmasini, Ugo Tartarotti, i fratelli Springa di Nomi, il cenciaiolo Silvio Baldessarini, che procurava riviste e opuscoli. Partecipa attivamente a numerose riunioni segrete, assieme al casaro di Pedersano Francescotti. Ai primi di maggio del 1937 è catturato a Nomi, a causa di una spiata, in casa Springa e torturato duramente, assieme al futuro martire Mario Springa. Fu appeso a testa in giù, legato per le caviglie ad una scala di legno e frustato a sangue con il nerbo di bue. Senza aver parlato o fatto nomi dei compagni, fu trascinato via dagli aguzzini ancora svenuto assieme allo Springa e portato in carcere a Trento. In carcere, il giorno successivo, fu nuovamente sottoposto a torture. Per la paura di cedere e rivelare i nomi dei compagni, tolse dagli scarponi chiodati un chiodo e si tagliò le vene dei polsi e delle caviglie. I suoi carnefici nel frattempo, avevano torturato e impiccato con un lenzuolo alle sbarre della cella Mario Springa. Trovato Rossaro in un lago di sangue, decisero di portarlo in infermeria, salvandogli la vita. Il 19 agosto del 1937 dal tribunale fascista di Trento, fu condannato a tre anni di confino. Il primo anno fu a Ponza, dove impara la lingua francese, con il maestro Brambilla di Milano. Poi, visto che non si correggeva e frequentava i più pericolosi della colonia, fu trasferito all’ isola di Ventotene., dove rimase un anno. Quindi, considerato molto pericoloso, fu trasferito per un altro anno alle isole Tremiti. Considerato “irriducibile” dai suoi carcerieri, fu rimandato a casa con la “diffida” verso la metà del 1940. Rientrato a Maso Cibola, ritrovati i vecchi amici, organizzò un gruppo di partigiani, affigliando alle sue idee giovani sedicenni e diciottenni, con il nomignolo di “Dallavela” che manterrà fino alla sua nuova cattura nel gennaio 1945. Il giorno di San Vincenzo del gennaio 1945, mentre con carro e buoi era a Rovereto per acquistare un mobilio usato, assieme alla sua compagna ( partigiana anche lei), Vincenzina Giordani, venne catturato con Lei, a causa di una spiata, dalle S.D. Tedesche, affiancate dai “toscanini” della banda di Mario Carità. Furono ambedue sottoposti a indicibili torture: lei (incinta di tre mesi) portata nella “macelleria del carcere” fu spogliata nuda, torturata con scosse elettriche sotto le unghie e alla vagina, seguite da docce ghiacciate. Ma non parlò! Giovanni Rossaro subì identiche torture: unghie, orecchie e testicoli. Senza alcun risultato per i carnefici. Un bombardamento alleato, demolisce parte delle carceri, dove resta ucciso il cognato Mario, conduttore del carro (innocente). Scampato questo pericolo viene rinchiuso nei sotterranei del liceo “Rosmini”, adibiti a carceri. Qui subisce la tortura dello” spiedo”. Attaccato al ramo di un albero, del vicino giardino, per i polsi, gli fu acceso il fuoco sotto i piedi, che, bruciacchiati, iniziarono ad andare in cancrena. Non proferì parola. Venne l’ordine di fucilarlo in piazza Podestà. Era già al muro, quando arrivò un contro ordine dalla SS di Bolzano, che lo voleva interrogare. Di Vincenzina non seppe nulla. Era stata incarcerata nel lagher di Bolzano. Giunto al comando SS ai primi di febbraio del 1945 con le dita dei piedi in cancrena, subisce tre giorni di torture, da parte dei tedeschi, senza esito alcuno. Fu caricato sul treno per il campo di sterminio di Dachau. Creduto morto, ritorna miracolosamente a Pedersano nel luglio del 1945, minato nella salute pesava 34 Kg. Vincenzina riesce a sopravvivere al lagher di via Resia a Bolzano. Liberata nel maggio del 45 tornerà a casa a piedi, incinta di sette mesi. A metà agosto si sposano Il 29 agosto 1945 (altro “miracolo”) nasce la figlia Giovanna! Dopo altre 3 figlie Valentina nel 47 Marta nel 49- Wanda nel 51. Resta vedovo nel 1959- Vicenzina morirà di cancro, lasciando la più giovane all’età di 8 anni- Al ritorno il PCI regala a Rossaro una “falce e martello” d’oro. La vende e compra farina. Nel 1971 a soli 70 anni muore a Pedersano, minato da un male incurabile, senza mai lamentarsi con chichessia. Ultime note: Un giorno lo vidi a dorso nudo nei campi. Lo conoscevo da poco, dato che frequentavo sua figlia Valentina da appena 3 mesi. Il dorso era attraversato per il lungo e per il largo da profondi solchi. Gli chiesi: Giovanni, in passato avete subito qualche grave incidente? Mi guardò negli occhi senza parlare. Capii il messaggio e qualche anno dopo ne conobbi la storia. Al suo ritorno, i suoi partigiani avevano deciso che avrebbero provveduto a giustiziare“la spia”, che, dopo una riunione tra di loro, avevano condannato a morte. Quando lo misero al corrente della decisione disse loro in dialetto: “lasselo star che l’è en pòr om e el ghà fioi picoi” (lasciatelo stare che è un pover’ uomo, e ha figli piccoli). Fu un antifascista e partigiano convinto. Dal suo maso, passarono centinaia di ricercati , russi, polacchi, perfino pakistani. Gente che passava al Maso Cibola, o al Maso Valletti, veniva riforcillata, con polenta, patate, o pannocchie di granoturco bollite, è avviata verso la Svizzera. Ha svolto compiti di Ufficale di collegamento con le truppe alleate, nella brigata “Garemi”. Ha nascosto al Maso e sfamato per oltre 2 anni, una decina di ricercati dai fascisti e dalle SS. La moglie Vincenzina fungeva da staffetta, verso Verona-Vicenza e Bologna. Un monumento in piazza di Pedersano, davanti alla chiesa, costituito da un Ulivo centenario con le due lapidi di marmo, mantiene viva la memoria di queste due figure.
È la vera storia del padre e della madre di mia moglie.
A Lui ho dedicato, a suo tempo la poesia. “Lotta per la libertà”
Bruno Coveli
Bruno Coveli 10 gennaio 1948. Scrive dall’età di 10 anni. Poeta, scrittore, pittore, saggista, giornalista: ambasciatore della “Dante” nel mondo. Ha all’attivo più di 1000 articoli. Membro di redazione della rivista storica “Il Comunale” Presidente del circolo culturale “Rezia” di Trento per 22 anni. 10 publicazioni: “Poesie” ed. “Gabrieli” Roma .- “Canzoni perdute” ed. Vitale San Remo.- “Volo sulla valle”- ed. Festini – Rovereto.- “Memorie”(storia alpini) ed. Festini Mori – “L’uomo del maso” (storia partigiana) ed. Temi – Trento. “I volti del tempo”(storia recente) – ed. Festini – “Guida della dx Adige”-( guida ai sentieri) ed. C 10 -Rovereto- “I segreti del nonno”- ed. La Reclame- TN. (compendio di erboristeria applicata). Coautore: le ricette del Calendimaggio ed. Mercurio- Storia ed economia di un paese ed Pizzini– Dal 70 al 1986 vince 27 premi. Premiato al G.Ungaretti a Roma –ColumbjanTrophyUSA -St. Luis- FirenzeArteLetterario (FI)- FilippodePisis a Ferrara- med.oro Golfo di Napoli – med oro “I Principi” (GE). med d’argento e coppa a Catania- med d’argento Acc. Altair di Vicenza. Riprende i concorsi nel 2016 .Premio “Lunigiana” dalla Dante Alighieri di La Spezia- “Michelangelo Buonarroti” a Seravezza. Dal 2019 : in tre anni vince 15 primi premi, numerosi secondi e terzi. Plurifinalista e segnalato. Numerose le menzioni d’ onore e al merito. Premi della giuria e dei presidenti- della critica. Presente in numerose antologie. Membro di giuria dei concorsi naz.li di poesia “Maria Dolens” – e “Vaccari” (poesia giovani) di Rovereto. Membro dell’Accademia mondiale di poesia di Verona-della Camerata dei poeti di Firenze e del “Gruppo poesia 83” il più numeroso e importante del Trentino – Altro:10 pagine su google. Ha pubblicato, 5 sillogi di poesia: “Poesie” ed Gabrieli- Roma 1986- “Canzoni perdute” ed. Vitale- Sanremo 2016- e 2017 seconda edizione- “Volo sulla valle” ed Festini-Rovereto 2018. “Voci di vita” ed. Montedit- Milano2020- “Ritmi d’amore” ed. Montedit per il Club degli autori- Milano 2021. “I volti dell’amore” (2023) (85 pagg) con l’ed. “Helicon” di Arezzo. Recentissimo:“Gran Premio della Giuria” al 29° premio Nazionale “Ossi di Seppia” (2.122 partecipanti). “30 edizione “Ossi di seppia” 2024 -oltre 2500 partecipanti: Gran premio della giuria e diploma:“Miglior autore del Trentino-Alto Adige”Hanno scritto di lui : La Nazione (FI)-L’Adige- L’alto Adige- Il Trentino- Il “T” quotidiano – il Pungolo Verde, Il Comunale ecc.
