E pensavo ad Oriana, così intelligente, così colta, così affascinante … Perfezionista della penna.
Cosa era rimasto?
Perché la morte cancella tutto? Perché spegne intelligenza, cultura, fascino; perché?
Ma ci sono i suoi reportage, le foto, i video di ciò che è stata, di ciò che ha prodotto … Ma soprattutto ci sono i suoi libri, i romanzi dove vivono e sopravvivono i suoi pensieri, le sue idee … Le emozioni, i sentimenti.
Lì c’è l’Oriana … Tutta Oriana!
Di biografie su Oriana Fallaci se ne possono trovare a centinaia, ma in realtà non è poi così determinante dove sei nato o enumerare le vicende che ti hanno visto protagonista.
Ma chi era realmente Oriana? Quali le autentiche emozioni e sentimenti che andavano poi a nutrire i suoi libri?
L’intelligenza … appunto …
Acuta, profondissima e pertanto già motivo d’infelicità. Capire troppo, scendere troppo nel profondo, andare, a volte, persino oltre, non può rendere felici in un mondo ed un’esistenza pieni di contrasti, rivalità, miserie, inganni, dolore, solitudine.
Ed Oriana – ha più volte rivelato questo suo cruccio – felice non lo è mai stata davvero e, tantomeno, serena.
Il successo, la visibilità, anche il denaro, sicuramente, ma lei stessa ci ha lasciato un brano memorabile “sul dolore dell’anima”, sottovalutato e difficile da scoprire ed esaminare quanto un mal di denti o una gamba rotta.
*”È incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare: presto – barellieri – il plasma. Se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce di aprire bocca, invece non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”.
E lei, con la sua bruciante sensibilità, quel dolore lo ha provato anche troppe volte.
Ha affrontato rischi ed anche la morte – in Vietnam fu data per morta, celata sotto una catasta di cadaveri – e ce ne dà uno spaccato memorabile in ‘NIENTE E COSÌ SIA”.Impavida ha affrontato a testa alta capi di stato, anche pericolosi come lo era allora l’AYatollah Khomeini (indimenticabile la scena in cui, durante quell’intervista, si tolse il foulard con cui era stata costretta a coprirsi la testa). E di questi “incontri speciali” ci relaziona in “INTERVISTA CON LA STORIA”.
Carattere puntiglioso e scontroso quello della Fallaci: ma nel privato? Nei confronti, soprattutto degli uomini che ha amato?
Agli uomini Oriana faceva paura, perché li superava in tutto: intelligenza, perspicacia, bravura nel suo lavoro.
Questo bagaglio di eccellenza fu quasi sicuramente la causa ed il deterioramento con il primo suo grande amore, Alfredo Pieroni.
Il suo coraggio di scelta si scontrò poi con la vigliaccheria di Francois Pelou, che, pur avendo condiviso con lei le durissime esperienze del Vietnam non seppe infine rinunziare per lei a moglie e famiglia.
Solo con Alekos Panagulis fu un incontro/scontro alla pari … Ma i lividi furono feroci e la sua perdita devastante.
*”E questo era l’uomo che l’indomani avrei finalmente incontrato, per cozzare contro di lui come un treno che percorre all’inverso lo stesso binario” (stralcio tratto da ‘UN UOMO)
Oriana, amando, dava tutta se stessa con una dedizione e tenerezza assolute, ma pur tuttavia rimaneva se stessa … Non poteva abiurare a se stessa!
Ma non riusci’ ad essere madre …
Che madre sarebbe stata? Non lo sapremo mai … Ma nella perdita dei due bambini che aspettava c’è tanto dolore, fisico e morale. Probabilmente anche rimpianto.
Nel celebre libretto “LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO” c’è tutta quella aspettativa, tutta quella tenerezza e tutta quella conseguente disperazione che la costringe a colloquiare, quasi a farsi perdonare da quel bimbo che aveva portato dentro di sé, ma che della luce e delle ombre dell’esistenza nulla aveva potuto conoscere.
Ma Oriana ha anche navigato tra le stelle, intervistando gli astronauti dell’Apollo dieci, che ha dato poi vita al suo romanzo “SE IL SOLE MUORE. Ha gridato il suo amore e l’ha tramandato ai posteri con il romanzo ” UN UOMO”, dove racconta la sua tormentata ed infine tragica relazione con l’eroe greco Alessandro Panagulis.
Con INSCHALLAH ha scandagliato nel profondo le differenze tra la religione Cristiana e l’Islam. Ci ha infine allertato – ed è stata altamente profetica – sui pericoli che, prima o poi, sarebbero sorti nello scontro tra due fedi e due culture così in contrasto.
Oriana, ostica guerriera sino all’ultimo, ha combattuto anche con il nemico peggiore, il cancro … Ed alla fine è stata costretta a cedere le armi!
Ma la sua dignità non è stata mai scalfita, non è mai scesa a compromessi, non ha corteggiato opportunismi di alcun genere.
Se la vita non le ha regalato la felicità, spero che le regali almeno l’immortalità … La merita!
Myriam Ambrosini
