“Germogli nella selva – Anni neri di guerra anni bambini” di Fernando Bizzarri – recensione di Maria Rosaria Teni

bizzarriIl paese mi chiamava e chiamava […] Per dirmi che i miei sogni erano veri…” Così ha inizio “Germogli nella selva – Anni neri di guerra anni bambini”, E. Lui editore, 2024, l’ultimo libro di Fernando Bizzarri che, sin dalle prime pagine, ha la prodigiosa capacità di evocare, con eccellente maestria, un mondo che non c’è più e che si ritrova in una narrazione suggestiva e nel contempo emotivamente coinvolgente. È un libro che resta impresso nelle corde dell’anima e produce il desiderio di rileggere alcuni passi per non perdere le sensazioni suscitate dalla bellezza di alcune espressioni che affondano mirabilmente nel terreno della poesia. Nel tessuto narrativo si innestano immagini di estrema dolcezza lirica ed è qui che il racconto diventa sentimento ed emozione e si connota soprattutto per le brillanti personificazioni e sinestesie di rara bellezza. Può essere definito un libro autobiografico, sullo sfondo di avvenimenti che drammaticamente hanno segnato il nostro paese, alle prese con una guerra e con tutte le tragedie ad essa legate e l’oppressione di una dittatura che ha sconvolto la purezza e semplicità di un mondo agreste, affidato allo scorrere delle stagioni. L’arrivo della guerra è descritto con grande partecipazione emotiva e comunica efficacemente lo sconvolgimento della quiete di una vita semplice e ricca di valori e di umanità. Grande nostalgia avvolge la rievocazione della nonna, la sensazione ancora percepibile di una intimità silenziosa e vibrante, impressa indelebilmente nel ricordo dell’autore che riassapora, anche nella maturità, la dolcezza di un cuore fanciullo.
Ricordare, per Fernando Bizzarri, è rivivere, ma anche avere la possibilità di liberarsi da un fardello emozionale che ha inciso ferite sulla vita di un adolescente che ancora non immagina di quanta crudeltà possa farsi protagonista l’uomo e la brama di potere. Nello scorrere delle stagioni si intravede anche il cambiamento di una società che, dalla purezza arcaica di un mondo immerso nella natura, si è progressivamente trasformata, imbevuta dai ritmi frenetici che hanno sostituito la bellezza di ritrovarsi fratelli. Il tempo, che una volta era vissuto pienamente a contatto con l’altro, con una natura ricca di spunti e meraviglie, oggi è travolto da un’insensata voglia di correre, di consumare, di accumulare, di ricorrere a mezzi artificiali per comunicare, senza la possibilità di guardarsi negli occhi. Intensa e toccante l’immagine del nonno, che ricorre spesso nel libro ed è emblematica di un’epoca che si sta perdendo tra le maglie di un tempo che sfugge, lasciando dietro di sé la dolcezza del raccontarsi, del tramandarsi memoria e tanta saggezza. Ogni frase, ogni riflessione ha un forte valore universale, anche perché racconta un cambiamento storico che ha vissuto personalmente l’autore, tra il declino progressivo della civiltà contadina e l’inarrestabile crescente avvento dell’ormai instaurata era della globalizzazione. Un passaggio tra due secoli è un momento di cambiamenti che Fernando Bizzarri filtra prodigiosamente tra i fili della memoria, avvalendosi di un linguaggio che al lirismo affida la sua nostalgia e il suo rimpianto, nell’affinità emozionante delle parole, abilmente strutturate attraverso un acuto intreccio stilistico.
Un libro di straordinaria intensità, che dispensa emozioni e diventa uno “scrigno” di bellezza in questi tempi vacui.
Maria Rosaria Teni

Fernando Bizzarri, nato negli anni trenta a Magnacavallo, nei territori integri e immersi nella natura incontaminata della Bassa Mantovana, fattore determinante nella sua formazione di uomo e nel suo contesto poetico espressivo. È stato docente per circa 45 anni. Vive a Saronno. È stato per tre volte insignito del premio speciale della giuria nel rinomato  Concorso nazionale poesia narrativa Milano Duomo.È stato pubblicato anche nella rivista specialistica di poesia Satura. Tra i vari scritti degni di menzione ha pubblicato una raccolta di poesie bucoliche denominata “All’ombra delle rose” con la casa editrice E.Lui. Ha pubblicato un testo autobiografico epistolare “Memorie di un emigrato”, testimonianza vivente di storia e tradizioni di valori semplice e lontani di un mondo ormai scomparso. La sua ultima pubblicazione, del 2024, “Germogli nella selva – anni neri di guerra anni  bambini”, tratteggia un’autobiografia molto intensa che si articola attraverso le vicende della Seconda Guerra Mondiale.

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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