“Il Tempo” di Lucio Zaniboni

Proponiamo un interessante articolo a firma di Lucio Zaniboni che conduce una profonda disamina sulla definizione di tempo.
La definizione del tempo può essere varia, ma sempre riconducibile al concetto di successione di istanti, compresi in limiti determinati, in relazione alla durata di essi. Il battito del cuore, può dare il senso di questa successione. In ogni modo, come afferma S.Agostino nelle “Confessioni”:”Che cos’è il tempo. Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più”. Forse il fiume che scorre, un treno che passa, l’alito di un vento, possono soccorrere a definire questo amico/nemico dei nostri giorni, desiderato o odiato  nelle nostre varie vicende. Brevissimo nei momenti di allegria e di gioia, infinitamente lungo nell’attesa  di un evento, di un esito lieto o triste. C’è solo un modo, afferma Charles Baudelaire per dimenticare il tempo, impiegarlo.
8Conformemente Thomas Stearns Eliot:”Solo attraverso il tempo, si vince il tempo”.
Tralasciando ogni altra definizione, ricordiamo quella del “Ghibellin fuggiasco”:”Che perder tempo a chi più sa più spiace” diciamo che ci condiziona, ci costringe a correre per non perdere un autobus, a mangiare in fretta per tornare al lavoro; ci mette il cuore in gola, nel timore di non giungere in tempo a un appuntamento importante, decisivo nel nostro destino.
In un mio libro: “Il Cannibale” lo definivo tale, perché segna la fine di ogni iniziativa e tutti siamo soggetti alle sue leggi, che alla fine segnano la nostra fine (mi sia concesso il bisticcio di parole).
1L’uomo dalle origini ai giorni nostri  ha sempre cercato di misurare lo scorrere di questo nostro alleato/nemico.

Il sistema sessagesimale.per la sua misura è datato fino al ventunesimo secolo a. C. per opera dei Sumeri, abitanti della Mesopotamia. I primi in assoluto però sarebbero stati  i i Babilonesi che divisero l’anno in dodici mesi.  Il più antico sistema per determinare il tempo nel giorno, fu l’ombra, proiettata dal sole, mediante l’uso della meridiana. Fra i popoli che studiavano lo scorrere del tempo e il merito di aver suddiviso l’ora in 60 minuti, va agli Egizi, che utilizzarono nelle misurazioni la clessidra, tramite il passaggio della sabbia da una fiala all’altra, collegate. Il tempo nel mio lavoro poetico ha sempre avuto parte viva e in alcuni libri proponderante: “Il Cannibale”, “Il Tempo e L’Eterno”.
2Va da sé che nel mio ‘bazar collezione antichità’ non manchino gli orologi  e si va da una grande parigina del periodo Impero che, a suo tempo, faceva bella mostra in un salone del Palazzo Reale di Parigi, a un pendolo austriaco con tipica figura, a uno olandese  con l’immancabile mulino a vento. Vi sono poi orologi in cloisonné a pagoda, In palissandro con intarsi a Boulle (tartaruga e ottome) e altri; di varie forme, con ceramiche, miniature viennesi a piccolo fuoco o semplicemente di bronzo o legno. Una piccola collezione, una ventina di pezzi, che danno un gran da fare a caricarli con le relative chiavi, cosa che qualche volta faccio, ma più facilmente tralascio, perché la cosa diviene noiosa.

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Certo il tempo fugge, tempus fugit, dice una locuzione latina, derivante da un verso di Virgilio nelle “Georgiche, ripreso poi da Lewis Carrol ne: “Alice nel paese delle meraviglie” e diventato anche il titolo di una canzone degli Yes. Non voglio dimenticare che, pur incalzati da questo scorrere fuggitivo, è dolce a volte ricordarlo, collegato ai momenti più belli della nostra esistenza. 

Lucio Zaniboni

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Foto tratte dalla collezione privata

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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