Io credo nel popolo italiano.
È un popolo generoso, laborioso,
non chiede che lavoro, una casa
e di poter curare la salute dei suoi cari.
Non chiede quindi il paradiso in terra.
Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.”
(Sandro Pertini)Il quarto stato (1898 – 1901) di Giuseppe Pellizza da Volpedo
“Domande di un lettore operaio” di Bertolt Brecht
Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quai case,
·di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d’archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari?
La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Da solo?
Cesare sconfisse i galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna· pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l’ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?
Quante vicende,
tante domande.Se si escludono gli istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta alla felicità: ma questa è una verità che non molti conoscono.” (Primo Levi, dal romanzo “La chiave a stella”)
Per ottanta centesimi! (1895-1897) di Angelo Morbelli
Lavoro di donna, di Maya Angelou
Ho dei bambini cui badare
vestiti da rattoppare
pavimenti da lavare
cibo da comprare
poi, il pollo da friggere
il bambino da asciugare
un reggimento da sfamare
il giardino da curare
ho camicie da stirare
i bimbetti da vestire
la canna da tagliare
e questa baracca da ripulire
dare un’occhiata agli ammalati
e raccogliere cotone.
Risplendi su di me, sole
bagnami, pioggia
posatevi dolcemente, gocce di rugiada
e rinfrescate ancora questa fronte.
Tempesta, spazzami via di qui
con una raffica di vento
lasciami fluttuare nel cielo
affinché possa riposare.
Cadete morbidi, fiocchi di neve
copritemi di bianco
freddi baci ghiacciati
lasciatemi riposare questa notte
Sole, pioggia, curva del cielo
montagne, oceani, foglie e pietre
bagliori di stelle, barlume di luna:
siete tutto quello che io posso dire mio.
Meta
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Premio letterario "Vitulivaria"
DUE MESI ALLA SCADENZA: IL CAMMINO DELLE PAROLE CONTINUA
Il cammino del Premio nella sua nona edizione
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“Le parole hanno radici e futuro” – Il cammino della IX edizione di Vitulivaria
IX Edizione del Premio Letterario Nazionale “Vitulivaria” – Memorial Gerardo Teni e delle collaborazioni culturali – Le parole costruiscono ponti.
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