Una rete metallica
segna le dita di una mano
impigliata tra grate rugginose
illividita dalla stretta tenace.
Ineluttabili rintocchi
percorrono membra infiacchite
imprigionate tra fredde mura
/ di latta /
Nel capanno grigio
i lamenti dileguano
annegando tra lingue
/ di fuoco /
La beffa deride il pudore,
marchiati da stigmate e piaghe
verso un martirio iniquo
ombre di corpi scarniti.
La neve conserva quei passi
e nell’aria mefitica e livida
la dignità si perde nel fumo
che svapora nel gelo, a gennaio.
La memoria è nella Storia,
che custodisce il dolore
e restituisce umanità
ai poveri corpi violati.
Maria Rosaria Teni


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