Il Punto di vista – Su l’amore e altri demoni – di Mariantonietta Valzano

“Che sia l’amore tutto ciò che esiste,
È ciò che noi sappiamo dell’amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.”
  Emily Dickinson

Febbraio il mese di San Valentino, è tutto un cuore rosso che adorna cioccolatini e altre amenità nei vari negozi, fino a far credere che ci sia uno tsunami di rosso vestito a rendere più dolce questi giorni ancora intrisi di notizie di dolorose, stralci recalcitranti di guerre mai sopite e lembi di vite troncate dal demone di un amore malato contro cui si erge come controaltare la manifestazione delle Olimpiadi invernali.
L’Amore, quello strano sentimento che tutto fa girare, che ha bagnato le labbra di tanti poeti che ne hanno conosciuto la profondità e scrittori che ne hanno descritto la genesi e l’epilogo in tante storie. Ma l’amore non è solo un sentimento romantico rilegato a legami di coppia, esso è una espansione dell’umana natura che per sua indole è portata a “innamorarsi” a mettere dentro le relazioni un pezzo di sé, per lasciare spazio all’essere accolto e ad accogliere. In questo ambito ci ritroviamo a vivere amorosità in diversi contesti, nelle relazioni familiari e amicali, ma anche verso attività in cui si lascia scivolare come un dono le proprie potenzialità e i propri saperi capaci di “produrre” qualcosa che sia riconducibile a chi è riuscito “a fare” o meglio ancora “a creare”.
In questo senso ognuno può fare il proprio lavoro con amore e lasciarvi dentro la propria impronta indelebile con cui sarà ricordato, non importa se sia un lavoro pratico o di concetto o artistico, spesso siamo portati ad esclamare “si vede che ama il proprio lavoro” oppure “fa il proprio lavoro con amore” o addirittura “ci ho messo tutto l’amore possibile”.
Amare è lasciare un pezzo di sé in mano agli altri come un’eredità invisibile ma sostanziale, che mette il segno e in un territorio altrui dove ci si ritrova come dono. È senza dubbio più evidente in ambiti di coppia o filiale perché ne è più esplicita la percezione, ma non sono campi del tutto esaustivi proprio per l’ampiezza della natura umana che ha uno spirito vitale che l’anima in ogni dove.
Allora perché a tutt’oggi assistiamo a episodi di profonda e radicale negazione dell’amore?
Non sono io in grado di dare una risposta scientifica, ma dal mio punto di vista negli ultimi decenni è venuta meno la relazione viva e condivisa tra le persone. Si è stati condotti in campo affettivo a misurarsi con i prossimi attraverso le mura di protezione dei social e al contempo dagli stessi siamo stati isolati, riducendo la prossemica e il lessico a una essenzialità che ha sacrificato la profondità dei legami affettivi e condotto l’amore verso una regione di possesso al pari di una cosa che si desidera si usa e si getta a seconda dei bisogni a breve termine. Di pari passo nelle attività si è assistito ad una espansione maniacale di produttività e competitività che ha fagocitato la collaborazione e la comprensione, perché il contatto e la relazione lavorativa si esprime e si dissolve nell’obiettivo da raggiungere, nel suo fine di “esser primi” ad ogni costo perché solo così si ha un senso.
Per questo a volte penso che in un mondo simile ci stiamo prendendo in giro quando parliamo di inclusione, perché per includere devi prima integrare ma non lo si può fare se non si mette in campo una relazione con condivisione e cooperazione, dove il fine non è sempre l’obiettivo da raggiungere ma la strada da fare insieme, la conoscenza e l’accoglienza che ci si dona fino a lasciare un segno di “amore” in ciò che si dà e ciò che si fa.
Sono forse questi i demoni che attanagliano le anime degli amori incompiuti che sfociano nella violenza e nell’opposto dell’amore cioè l’odio, come sentimento quasi ineluttabile che scaturisce dal possesso e non dal consenso, dall’oggettificare e non dall’umanizzare, dal cercare a tutti i costi una posizione di preminenza perché solo primeggiando si ha un significato.
Quindi non c’è più speranza siamo tutti spacciati in questo mondo sublimato dall’oscenità dell’odio?
Non lo credo proprio!
Ogni volta che diamo una carezza disinteressata, che prendiamo il telefono per dare una voce di conforto a chi ne ha bisogno, ogni volta che abbracciamo e facciamo un gesto di generosità senza aspettarsi nulla in cambio, stiamo producendo tralci vivi d’amore che germoglieranno con fiori e semineranno semi, perché da uno schiaffo nasce un altro schiaffo ma da una carezza nasce sempre una carezza, un sorriso e tanto tanto ben- essere che a volte fa sembrare  il mondo colorato di rosa e celeste, come in un tramonto sfumato di serenità.
Perché siamo Umani e nessuna AI potrà mai arrivare a sentire quanto sia bella e profonda la nostra  umanità.
Mariantonietta Valzano

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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