Estate 1945

Lenta brucia all’imbrunire
La prima fiamma accesa,
Candela compagna
Di una buia sera
Tra giochi d’ombra
E parole taciute,
Vacuo il tempo si disperde
Nel silenzio del camino
Da mesi ormai spento.
Vibra il tavolaccio
Al battere dei polpastrelli,
L’acqua residua si scuote
Nel leggero bicchiere
Dalle tante bevute scalfito
E il frinire delle cicale
Inarrestabile continua
In attesa di un fresco afflato
A rompere la terminale calura.
Cola l’ultima cera
Sotto gli occhi stanchi,
Ormai serrati verso il basso
Dall’incedere del sonno,
Che a ristoro tardi arriva:
E v’è bisogno per il domani
Ma di più per l’oggi,
Amaro come ieri,
Di ogni sogno uccisore.
I bambini sul Nipro

La-guerra-La-guerre-1894-Henri-Rousseau
Si alza da est,
Freddo e umido è il levante,
Di nebbia portatore
Con cumulonembi tonanti
Forieri di pioggia.
Ma se poi dovesse grandinare?
Allora chiuderemo gli ombrelli
E via di corsa ai ripari,
Sperando che il tetto regga,
Che il soffitto non si apra
E i granelli di ghiaccio
Non ci colpiscano alla testa:
Sai che dolore!
E se tutto andrà ben
Torneremo fuori a giocare,
A guardare l’arcobaleno
Sovrastare il Nipro
Come uno scivolo colorato,
Su cui giocare con gli amici
Che sull’altra sponda aspettano.
Rosario Belmonte
