LA CITTÀ ETERNA … Già questa definizione sa di leggenda. E ROMA si nutre di leggende, perché è lei stessa che, già dalla sua fondazione, è divenuta leggenda.
La lupa ed i gemelli Romolo e Remo forse la più famosa. I neonati abbandonati alla furia della corrente del Tevere dentro una semplice cesta, salvati ed allattati da una lupa.
Romolo fonderà la fatale città che, dal suo nome, si chiamerà Roma.
Ma ai tempi d’oro dell’imperatore Ottaviano Augusto si deciderà di dare a Roma un’ origine assai più illustre, ed attraverso il genio di Virgilio nascerà l’Eneide ed il pio Enea diverrà il progenitore della Gens Iulia, di Roma e dei Romani.
Quale la verità? Nessuna delle due … Leggende appunto o opere epico/letterarie, non realtà.
Ed allora, da romana verace e da diverse generazioni, ho voluto inserirmi tra queste leggende e crearne una tutta mia e, portando avanti questo singolare progetto, ho scelto di far fondare ROMA ad una una donna, e cioè la Sacra Vestale REA SILVIA.
Veleggiando tra fantasia, spezzoni di acclarate leggende e realtà storica, ho infuso in questa donna, dalla vita travagliata, coraggio e determinazione. Sfuggita ad una morte orribile , perché, a causa di uno stupro, aspettava un figlio, mentre le Vestali dovevano essere e rimanere “vergini”, riuscirà a lasciare il Tempio con l’aiuto della “MAGNA VIRGO”, la Sacerdotessa a capo delle Vestali. Insieme a suo figlio RUMON, ormai vicino ai dieci anni, dopo aver affrontato mille pericoli e difficoltà, non soltanto troverà la forza di ritagliarsi una nuova vita, ma, in possesso di arti magiche – anche se sino ad allora a lei pressoché sconosciute – in una notte di plenilunio, seduta sui suoi argini, verrà contattata dal genio del fiume, TEVERE che le affiderà la difficile missione di fondare una nuova città, che finirà per divenire immortale . Con coraggio e determinazione, Servendosi di tutte le sue arti, magiche e femminili, Rea Silvia riuscirà a portare a termine la missione affidatole.
Tra passioni devastanti e guerre spietate – che, come quelle tra Latini ed Etruschi, porteranno al dominio incontrastato di Roma -, tra le fila del destino mosse o spesso sconvolte da terribili Divinità etrusche, quali VANTH, la dea della morte ed il demone TUCULCA, si dipanerà tutta la storia di AB URBE CONDITA∗.
E ROMA prenderà il nome proprio da “RUMON”, il figlio di REA SILVIA, un nome che, tradotto dalla lingua etrusca, significa “fiume” e, dunque , per traslazione “LA CITTÀ SUL FIUME”.
Se il nome ROMA viene dunque dal figlio Rumon, le caratteristiche peculiari della città eterna, come se vi avesse trasfuso il suo stesso sangue, hanno invece il volto e lo spirito invincibile di REA SILVIA.
MYRIAM AMBROSINI
*AB URBE CONDITA di Myriam Ambrosini, pubblicato con il “Collettivo editoriale” è già in prevendita.
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