
Quanto sia importante la poesia si vede nella vita di tutti i giorni soprattutto quando a parlare sono le donne che vivono situazioni difficili e spesso senza via d’uscita. La poesia viene in soccorso, come il salvagente cui aggrapparsi cui fa riferimento Gibran, citando la funzione della poesia. È questo il caso di Olga Kis, una delle maggiori scrittrici e drammaturghe ucraine viventi, che nelle sue opere allude spesso ai periodi bui dell’Ucraina e al fantasma della guerra, sempre presente nella nazione.L’ autrice ucraina è pubblicata per la prima volta in Italia sulla rivista culturale L’Age d’Or e nel lungo poema intitolato Appunti dal Libro rosso si vede lo specchio fedele della realtà ucraina, di oggi e di ieri. In particolare, in un brano di grande intensità emotiva, in cui la poetessa si concentra sui “ragazzi che crescono/insieme al loro paese”, ma il paese è giovane e del potere non ci si può fidare.
I ragazzi crescono insieme al loro paese
I ragazzi crescono
insieme al loro paese
imparano le note
sognano la loro Belle Époque
leggono “Fiori per Algernon”
ricordano le vacanze romane
con la madre che lavora all’estero
(il paese è ancora giovane
e del potere non ci si può fidare)
ora, la madre è volontaria
perché all’Est c’è la guerra
ora, piange di notte:
il figlio è la reincarnazione di Chopin –
dotato e nobile
iscritto al reggimento dei volontari
per difendere la patria
lei asciuga le lacrime
e raccoglie la polvere sul davanzale
ascolta “Vivo per lei”
di Andrea Bocelli
soprattutto questi versi:
… attraverso un pianoforte
la morte è lontana…
(i tasti del pianoforte
tengono lontana la morte).
Olga Kis
traduzione dall’ucraino di Tetyana Bosa
