“L’ombra del vero” di Lucio Zaniboni – recensione a cura di Maria Rosaria Teni

cop. L'OMBRA DEL VEROCOPERTINACon la silloge poetica “L’ombra del vero”, (Cultura Oltre, 2023) il poeta Lucio Zaniboni dà vita a una raccolta di grande eleganza, emozionante e intensa che ha, tra l’altro, la rara capacità di cogliere le molteplici sfumature dell’animo e interpretarle seguendo un impulso poetico che vibra di luce propria. Il titolo richiama all’antonimia di ombra e realtà, di illusorio e concreto, e si intravede la conflittualità tra l’essere e l’apparire, tra la condizione dell’esistere e quella dell’immaginazione che sfocia nel sogno. Zaniboni osserva l’incessante scorrere del tempo che imprime cadenze inesorabili a una vita destinata a perdersi con il vento di tante stagioni e cesella versi di profondità impressionante che avvolgono e inducono a riflettere sul vero significato dell’esistenza. Uno stile articolato, il suo, ma nello stesso tempo limpidamente incisivo che rende ogni poesia così pregnante da essere letta più volte e con ponderata consapevolezza, per poterne apprezzare pienamente la più intima essenza. “L’ombra del vero” si caratterizza, dunque, come un viaggio all’interno delle emozioni, un cammino esperienziale che vibra al contatto di momenti di forte intensità, come nella chiusa di una lirica che così recita: “il domani di ieri è tuo”. Non ci sono titoli nelle liriche di questa raccolta, come se il poeta non avesse il desiderio di frapporre delle pause al fluire delle parole, sgorgate per assecondare il volo dei pensieri, delle sensazioni, sospinte da un vento metaforico che altro non è che il respiro che alita sulle vicende della vita. “I polpastrelli della sera / sfiorano col vento che scende  /dai monti pensieri di un domani / diverso da ieri […]” – sono versi di indicibile bellezza dove ogni parola è sempre meditata, curata, in uno stile lessicale di pregevole valenza semantica. La forza di questi versi è impreziosita dalla ricercata articolazione di sinestesie e catacresi “Nulla v’è di imperituro sulla crosta / dei giorni, è vero […]” quando, nell’incedere del pensiero, estende il significante e conferisce nuovo e personale significato a parole che diventano sigilli di originale compostezza. Zaniboni esplica il pensiero poetico che è il nucleo della raccolta in questi versi: “Non sempre vivi il sogno / e la notte ti trascorre informe / “L’ombra del vero” come la chiama / il Pascoli […]”, facendo un chiaro riferimento al grande poeta romagnolo che in questo verso «[…] il sogno è l’infinita ombra del Vero.»  (Alexandros, Poemi Conviviali, 1904) pone in forma poetica sulle labbra di Alessandro Magno l’antico interrogativo sulla realtà e sulla sua rappresentazione, evidenziando che il sogno è l’ombra del vero e che la conoscenza non può transitare soltanto attraverso una pratica empirica, ma anche tramite il riflesso della realtà di cui appunto il sogno è una proiezione. La raccolta si chiude con versi che esprimono compiutamente il percorso poetico di Zaniboni, che attinge alla filosofia per temprare lo spirito inquieto “Forse vivi i due mondi di Platone / l’idea, il sogno, la vita reale / e il gioco si ripete col virtuale. / Due vite allora per ogni uomo / e al risveglio gioia o delusione.”  e affida al lettore la riflessione più grande sull’essenza del vivere e del sognare. Un’opera poetica da leggere con cura e partecipazione, imprescindibili per comprendere pienamente il senso intrinseco delle liriche in essa contenute e apprezzare la complessa visione espressiva di un poeta di raffinata sensibilità e profonda cultura.
Maria Rosaria Teni

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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