È un grande onore presentare, all’interno della collana letteraria “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”, l’ultima opera poetica di Lucio Zaniboni, “L’ombra del vero”, Prefazione Carmelo Aliberti, edita a ottobre, 2023. Una silloge che si apprezza fin dalle prime pagine, anche grazie allo stile raffinato e ricercato dell’illustre autore, che abbiamo avuto modo di apprezzare perché già ospite all’interno della nostra rivista.

“Lombra del vero” – Jean Ph. Morenò olio su tela
Dalla prefazione, a firma di Carmelo Aliberti, poeta e critico letterario: “La poesia di Zaniboni può essere definita come un invisibile “orecchio cosmico”, teso a catturare l’eco di ogni suono, i lievi bisbigli della cronaca, le veliniche immagini delle cose, i palpiti sottesi dell’alfabeto dei minimi o macroscopici eventi quotidiani in un’umile e omogenea sinfonia universale, dove la cognizione del tempo si scioglie nel naufragio della luce e il disinganno del paradosso si trasforma in sentimento ferito d’amore appena venato dal tono sottile di un’ironia disciolta e resa evanescente dal vento lieve di una misurata musicalità che fermenta in armonie omogenee tra i minuscoli spazi interni dei versi.[…] I testi poetici sono attraversati, più o meno palesemente, ora per convocazione istintuale di frammenti oggettuali o per il riverbero di gesti casuali, ora mediante il recupero di emblematiche impronte memoriali, ora mediante l’incisivo pulsare del dubbio, dall’emergere della resa nell’esile percussione dell’assillo metafisico nell’alveo della terrestrità appena avvertita nel sofferto nomadismo dell’ anima. Ogni pagina, ogni nucleo tematico viene sfiorato dalla leggerezza del dettato poetico in cui si avverte la fragilità dell’io, dolente sulla soglia del mistero dell’esistenza.[…] La nitidezza delle strutture versificatorie e la bellezza delle figurazioni stilistico-formali, la ricchezza della rubrica lessicale, la ben articolata scansione metrica dei versi, una virtuosa combinazione in cui risulta appropriata la selezione tematica ed ideale, imprimono un carattere di assoluta originalità alla poesia di Lucio Zaniboni, poeta solido che sigla in una corposa e preziosa produzione lirica un livello di primo piano,anzi, oserei dire, d’avanguardia, cioè una tipologia poetica che si colloca su posizioni nuove.
La valle si apre al primo sole
giorno nuovo così tanto per dire
sono sempre in fondo le stesse le cose
da fare: la barba, le lettere,
la lettura del giornale.:.
Uno squillo di telefono fa sobbalzare
l’amico chiama per annunziarti
un evento lieto o triste e sul momento
cambi l’umore. D’altronde
è il rouge noir quotidiano
la fortuna a volte dà una mano
più spesso la pallina propende
per il nero; la sorte decide
spesso non benigna…
Meglio non angustiarsi
non lasciarsi andare; tanto dolore
c’è intorno oltre la sfortuna
allora ricominci a fischiettare
è un giorno nuovo, il sole splende
meglio non potrebbe andare.
I polpastrelli della sera
sfiorano col vento che scende
dai monti pensieri di un domani
diverso da ieri. Scendono piano
sulla nudità del canneto
a bruciare desideri di vita.
Non si può comparare l’astratto
scorrere delle ore con il germoglio
del prato che fruscia come seta.
Tacciono i rimpianti al canto
della rana. Un inno al mondo vegetale,
niente affatto male nel suo impasto
di terra, coi colori dei fiori
ad attirare insetti per la conservazione
della specie. E’ il segreto del mondo
mettere esche e in qualche modo
è dolce farsi catturare qualunque
sia la fine, per il fine.
Come alla fine di una commedia
si riapre il sipario e tutti gli attori
escono a ricercare applausi
e ringraziare il pubblico
di essere stato attento e rispettoso,
qui i miei personaggi tornano
a salutare: le donne che ho amato,
i fiori che ho donato, le città care al cuore
le scimmie, i gatti, il pappagallo
e la passione per la poesia.
Non chiedo venia, come si usa
dopo la commedia, perché era cosa seria,
era la vita e nel raccontarla
non ho barato.

Ritratto dell’autore – opera di Vittorio Martinelli
Lucio Zaniboni è nato a Modena ma vive a Lecco. Ha insegnato in scuole di ogni ordine e grado. Le molte raccolte di poesia hanno avuto le prefazioni di: Aliberti, Bellezza, Cappi, De Giovanni, Esposito, Ghidini, Lanza, Manacorda , Martelli, Martellini, Moretti, Pazzi, Piromalli, Rea, Ruffilli, Sanesi, Sozzi, Spagnuolo, Squarotti, Ulivi e Valli. È stato segnalato al Premio Internazionale Montale. Ha vinto premi importanti e due volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Collabora a giornali e riviste. Ha curato dieci Antologie dei migliori poeti contemporanei e sulla sua opera sono state svolte due Tesi di Laurea. È stato tradotto in francese, inglese, greco, spagnolo, portoghese, cinese e albanese. È stato inserito in Storia della letteratura Italiana – Il Secondo Novecento 1993, nella Letteratura e Società italiana dal II Ottocento ai nostri giorni. È tra gli autori di Poeti latini tradotti da Scrittori Italiani contemporanei (Bompiani, 1993). È presente nella Antologia Mundial di Fernando Sabido Sanchez.
PER CONTATTARE L’AUTORE:Lucio Zaniboni
